MEDIO ORIENTE – L’escalation della guerra nel Golfo sta mettendo sotto pressione le catene globali dei metalli, con le prime interruzioni già visibili nelle forniture di alluminio provenienti dalla regione, che rappresenta oltre l’8% della produzione mondiale. Le tensioni nello Stretto di Hormuz hanno fatto schizzare i prezzi e aumentato il rischio di blocchi logistici, mentre l’aumento dei costi energetici colpisce l’intero comparto metallurgico. Ancora più critico il nodo dell’acido solforico: la regione è un fornitore chiave di zolfo, materia prima essenziale per la produzione di rame e nickel. Una sua carenza potrebbe rallentare l’estrazione e la raffinazione dei metalli fondamentali per batterie, reti elettriche e tecnologie verdi, aggravando la vulnerabilità della transizione energetica globale.
Metalli a rischio: il conflitto nel Golfo minaccia la transizione energetica
Da redazione
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