STILE – La Svizzera vanta una tradizione olimpica ininterrotta, essendo una delle poche nazioni ad aver partecipato a ogni edizione dei Giochi. Con un palmarès storico di 373 medaglie (205 estive e 168 invernali) e l’onore di aver ospitato due volte le Olimpiadi a Sankt Moritz, il Paese si presenta a Milano-Cortina 2026 come una delle potenze più attese. Dopo l’ottima prova a Parigi 2024, dove ha schierato 137 atleti in 18 discipline, l’attenzione elvetica torna ora sulla neve e sul ghiaccio. La forza della delegazione rossocrociata risiede storicamente nello sci alpino, nel bob e nel curling, sport che hanno costruito la leggenda di campioni e portabandiera iconici. Verso il 2026, la federazione punta a consolidare questi successi, facendo leva su un sistema sportivo d’eccellenza che unisce talento naturale e strutture all’avanguardia, mantenendo la Svizzera costantemente ai vertici del medagliere globale nelle discipline invernali.
Dalla tradizione di Sankt Moritz alla sfida dell’hockey: le ambizioni della delegazione elvetica
Un ruolo centrale nella spedizione olimpica del 2026 sarà occupato dall’hockey su ghiaccio. La nazionale maschile, nota come “Nati”, ha già iniziato a delineare i propri punti di forza puntando sulle stelle della NHL: nomi del calibro di Roman Josi, Nico Hischier e Timo Meier sono pronti a guidare la squadra nel prestigioso Gruppo A, dove la Svizzera dovrà vedersela con giganti come Canada, Repubblica Ceca e Francia. Non meno importante sarà il cammino della nazionale femminile, decisa a confermarsi tra le élite mondiali. Oltre all’hockey, gli occhi saranno puntati sui talenti emergenti e sui veterani delle discipline tecniche, pronti a dare battaglia sulle piste italiane. La vicinanza geografica con Milano e Cortina renderà questa edizione quasi un “evento casalingo” per i tifosi svizzeri, pronti a sostenere i propri atleti in una sfida che promette di arricchire ulteriormente la gloriosa storia sportiva della Confederazione Elvetica.














