FOCUS – Il Regno Unito opera sotto una monarchia costituzionale parlamentare, un sistema in cui il potere effettivo di governo è saldamente nelle mani del Parlamento eletto, mentre il sovrano ricopre il ruolo di Capo di Stato. Attualmente, Re Carlo III detiene questa posizione ereditaria, essendo asceso al trono nel 2022 dopo il lungo regno della Regina Elisabetta II. I poteri del monarca sono prevalentemente simbolici, cerimoniali e diplomatici, agendo come emblema dell’unità nazionale per le quattro nazioni costitutive (Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord) e per il vasto Commonwealth. Sebbene formalmente il Re sia a capo delle Forze Armate, nomini il Primo Ministro e ratifichi le leggi, tali atti sono eseguiti in stretta osservanza delle convenzioni costituzionali che richiedono al monarca di agire su consiglio del Governo eletto. Questa evoluzione storica, consolidata da pietre miliari come la Magna Carta (1215) e il Bill of Rights (1689), garantisce che l’autorità esecutiva rimanga democratica.
Il bilanciamento dei poteri: Sovrano, Parlamento e Governo
Il sistema politico britannico è definito dal delicato bilanciamento tra la Corona e l’autorità legislativa ed esecutiva. Re Carlo III funge da figura centrale e apolitica, essenziale per la continuità istituzionale. Il suo ruolo include incontri settimanali con il Primo Ministro, la concessione di onorificenze e la rappresentanza del Regno Unito sullo scenario internazionale. Tuttavia, è il Governo, formato dal partito di maggioranza nella Camera dei Comuni, a esercitare il potere esecutivo. L’essenza della monarchia parlamentare è che il sovrano regna, ma non governa. Questa distinzione è cruciale e distingue il Regno Unito da altre forme di governo. L’ufficio del Re è vitale per le funzioni di Stato, agendo come garante della Costituzione non scritta e mantenendo un ruolo fondamentale nella vita pubblica, nonostante il suo potere sia limitato in linea con la tradizione democratica sviluppata nel corso dei secoli.













