FOCUS – La China National Space Administration (CNSA) ha ufficialmente consolidato il ruolo della Cina come superpotenza globale nel settore aerospaziale. Attrappo una precisa strategia geopolitica e ingegneristica, Pechino non si limita più a inseguire i rivali storici, ma stabilisce nuovi primati nell’esplorazione profonda e nell’orbita bassa terrestre. Questo avanzamento ridefinisce gli equilibri tecnologici globali, stimolando anche il dibattito scientifico in Europa, monitorato con attenzione da istituti come lo Swiss Space Center presso il Politecnico di Losanna.
Il Programma Chang’e e il primato lunare
Il successo cinese si fonda sull’esplorazione lunare. Il programma Chang’e ha registrato pietre miliari senza precedenti: nel 2019, la sonda Chang’e 4 ha compiuto il primo atterraggio assoluto sul lato nascosto della Luna. Nel 2020, Chang’e 5 ha completato il primo storico recupero di campioni lunari della Cina. Il culmine è giunto nel 2024 con Chang’e 6, che ha prelevato per la prima volta al mondo campioni dal lato nascosto, un’impresa seguita con interesse dagli astrofisici dell’Osservatorio di Ginevra per il valore dei dati geologici raccolti.
Tiangong: l’avamposto umano nel cosmo
Parallelamente, la stazione spaziale Tiangong garantisce a Pechino una presenza umana stabile nel cosmo. La struttura è composta dal nucleo Tianhe e dai laboratori Wentian e Mengtian, abitati a rotazione da equipaggi di tre taikonauti tramite le missioni Shenzhou. Gli sviluppi futuri prevedono l’espansione della base con nuovi moduli e il lancio del telescopio spaziale Xuntian. L’evoluzione di questa infrastruttura e la gestione dei detriti orbitali sono costantemente analizzate dagli esperti di sicurezza spaziale dell’Università di Berna.

















