ECONOMIA – In un contesto di crescente instabilità geopolitica, l’OPEC+ ha ufficializzato un incremento della produzione di greggio per il mese di aprile 2026. La decisione, emersa dai recenti vertici dei delegati, punta a stabilizzare il mercato energetico scosso dai recenti attacchi e dal conflitto che vede coinvolti USA, Israele e Iran. Con il prezzo del Brent balzato dell’80% negli scambi fuori mercato, l’organizzazione ha scelto di intervenire preventivamente per scongiurare uno shock dei prezzi che minaccia di spingere le quotazioni verso la soglia psicologica dei 100 dollari al barile.
Risposta ai mercati: i Paesi produttori aggiungeranno 206mila barili di petrolio al giorno
L’accordo prevede l’immissione sul mercato di ulteriori 206mila barili di petrolio al giorno, un volume significativamente superiore agli incrementi di 137mila barili registrati nell’ultimo trimestre del 2025. Questa strategia riflette la necessità di compensare i rischi di interruzione delle forniture in Medio Oriente, garantendo una maggiore liquidità all’economia globale. Gli analisti monitorano ora con attenzione la riapertura dei mercati regolamentati, poichè la mossa dell’OPEC+ rappresenta un tentativo cruciale di calmierare l’inflazione energetica derivante dalle attuali tensioni belliche.













