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sabato 14 Febbraio 2026
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Politica migratoria estera: rinnovata la cooperazione

SVIZZERA Un segnale forte di unitĆ  d’intenti e di visione strategica giunge oggi da Berna. Il Dipartimento federale di giustizia e polizia, il Dipartimento federale degli affari esteri e il Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca hanno rinnovato e potenziato la loro cooperazione interdipartimentale in materia di politica migratoria estera. L’obiettivo primario ĆØ quello di sfruttare al meglio le sinergie tra la politica migratoria elvetica e la cooperazione internazionale, delineando una strategia esterna che sia al contempo ampia e coerente. A sancire questo rinnovato impegno, i tre dipartimenti hanno siglato un nuovo accordo di cooperazione per il periodo 2025-2028. Il contesto globale ĆØ segnato da un aumento significativo dei flussi migratori.

Un approccio olistico per salvaguardare gli interessi svizzeri

Le cifre dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati parlano chiaro: circa 122 milioni di persone sono attualmente sfollate nel mondo, tra cui spiccano 68,3 milioni di sfollati interni, 37,9 milioni di rifugiati sotto mandato ONU e 8 milioni di richiedenti asilo. La persistenza di conflitti armati in diverse aree del pianeta suggerisce che la pressione migratoria sull’Europa rimarrĆ  elevata. In questo scenario complesso, una politica migratoria estera efficace, ben coordinata e di ampio respiro si rivela un elemento cruciale per la Svizzera. La rinnovata cooperazione interdipartimentale mira a proteggere gli interessi della Svizzera nel settore migratorio attraverso un approccio a tutto tondo. Una politica estera ben coordinata ha un impatto diretto sulla politica di rimpatrio, contribuendo a rendere la Svizzera uno dei paesi europei con il più alto numero di decisioni di rinvio eseguite. Parallelamente, per arginare la migrazione irregolare e affrontare le cause profonde dei movimenti di popolazione, ĆØ indispensabile intervenire nei paesi d’origine, di primo asilo e di transito. Ciò implica la promozione di condizioni di vita stabili, la creazione di opportunitĆ  di lavoro e la garanzia di protezione e integrazione socioeconomica per le persone in fuga.

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