ECONOMIA – Il 2025 si chiude con un bilancio senza precedenti per i metalli preziosi, guidati da una vera e propria “corsa all’oro” che ha stravolto i listini globali. Le quotazioni del lingotto hanno registrato un’impennata vertiginosa, passando dai 3.812 dollari l’oncia di fine settembre ai 4.514 dollari raggiunti nella seduta di Santo Stefano. Questo rally ha portato il guadagno complessivo da inizio anno a un eccezionale +72,84%, alimentato da un clima di profonda incertezza geopolitica e dalle crescenti tensioni tra Stati Uniti e Venezuela. Non solo l’oro: anche l’argento e il platino hanno segnato performance record, con incrementi superiori al 150%, confermandosi i beni rifugio preferiti dagli investitori in questa fase di instabilità internazionale.
Prezzo dell’oro alle stelle: il 2025 segna il nuovo record storico
Al contrario, il comparto energetico vive una fase di forte contrazione, con il petrolio che si muove in controtendenza rispetto ai metalli. Il WTI e il Brent hanno subito flessioni significative, scendendo rispettivamente a 56,74 e 60,64 dollari al barile, con cali annui che sfiorano il 21%. A pesare sulle quotazioni del greggio è lo spiraglio diplomatico nel conflitto tra Russia e Ucraina; l’atteso incontro tra i leader internazionali in Florida fa sperare in una riapertura dei mercati al greggio russo, stabilizzando i prezzi nonostante la volatilità di fine anno. Parallelamente, il prezzo del gas naturale al TTF rimane debole intorno ai 28 euro al MWh, grazie a forniture regolari di GNL, nonostante l’irrigidimento delle temperature invernali in tutta Europa.

















