FOCUS – Nonostante una flessione del 14% nei prezzi del Brent, Saudi Aramco ha chiuso l’anno fiscale 2025 consolidando la sua posizione di leader globale. Con una capitalizzazione di mercato che sfiora gli 1,73 trilioni di dollari, il colosso saudita ha dimostrato una resilienza fuori dal comune, registrando un utile netto di 93,4 miliardi di dollari. La strategia del gruppo si è rivelata vincente grazie a un’efficienza operativa senza pari: i costi di produzione rimangono i più bassi al mondo, circa 2,80 dollari al barile. Parallelamente, Aramco ha premiato i propri investitori distribuendo dividendi per 85,5 miliardi di dollari, confermando la solidità del titolo (2222) nel lungo periodo.
Risultati finanziari e produzione record in un contesto volatile
Sul fronte operativo, il 2025 ha segnato nuovi record con una produzione totale di idrocarburi salita a 12,9 mmboed. L’espansione non riguarda solo il petrolio, ma punta strategicamente sul gas naturale, con l’obiettivo di incrementarne la produzione dell’80% entro il 2030. Per il 2026, Aramco prevede una domanda globale ai massimi storici (107,3 milioni di barili al giorno) e pianifica investimenti tra i 50 e i 55 miliardi di dollari. Questi capitali saranno destinati non solo all’upstream, ma anche alla trasformazione digitale e all’intelligenza artificiale, pilastri fondamentali per mantenere il vantaggio competitivo nel settore energetico del futuro.














