SINGAPORE – Per la prima volta dal 2008, la Repubblica di Singapore registra un’importante inversione di tendenza nel suo impatto ambientale. Secondo i dati diffusi dal Segretariato nazionale per il Cambiamento Climatico, nel 2023 le emissioni di gas serra sono calate del 5,3%, scendendo a 55,5 milioni di tonnellate rispetto ai 58,59 dell’anno precedente. Questo risultato positivo è attribuibile principalmente alla contrazione delle attività nel comparto petrolchimico, il cuore industriale della città-stato e la sua fonte primaria di inquinamento. La riduzione dei rilasci diretti di anidride carbonica equivalente segna un punto di svolta nelle politiche ecologiche nazionali, evidenziando come la produzione industriale sia il fattore determinante per il bilancio dei gas climalteranti dell’isola.
Singapore segna un traguardo storico: le emissioni di gas serra scendono grazie alla frenata del settore petrolchimico
Nonostante il dato incoraggiante, la sfida per il governo di Singapore rimane quella di trasformare questa flessione congiunturale in un calo strutturale e duraturo. Gli analisti internazionali sottolineano che il rallentamento del settore industriale ha offerto un “respiro” ambientale, ma la vera prova di maturità ecologica sarà mantenere il trend al ribasso anche in caso di una ripresa economica dei mercati energetici. Il rapporto, curato dall’organismo che fa capo all’ufficio del primo ministro, pone l’accento sulla necessità di continuare a monitorare le emissioni industriali per rispettare gli impegni globali sul riscaldamento del pianeta. In un’area densamente urbanizzata e dipendente dalla raffinazione, Singapore cerca ora nuove strategie per rendere questo progresso ambientale permanente e slegato dalle oscillazioni produttive.













