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Stampa 3D e progettazione avanzata: Hiki3D startup innovativa punta al mercato internazionale

LUGANO – Intervista a Lucia Grassetto Carrari, co-fondatore di Hiki3D. La manifattura additiva sta rapidamente evolvendo da strumento di prototipazione rapida a tecnologia chiave per lo sviluppo di componenti funzionali. È in questo contesto che nasce Hiki3D, startup fondata da Lucia Grassetto Carrari 30 anni, laureata in Ingegneria Aerospaziale insieme al co-fondatore Simone La Loggia, project designer e formatore CAD. L’obiettivo a lungo termine è chiaro: servire una clientela internazionale, affiancando aziende e professionisti nello sviluppo di parti tecniche e soluzioni personalizzate anche per applicazioni industriali.

Da dove nasce il nome Hiki3D e cosa significa?

Il nome Hiki3D deriva da un’abbreviazione di hikikomori, ma in chiave simbolica e di marketing. Non lo utilizziamo nel suo significato sociale, bensì come metafora di concentrazione estrema, isolamento creativo e immersione totale nel progetto. È l’idea di chi si chiude in laboratorio per lavorare, progettare e risolvere problemi complessi, trasformando il focus tecnico in valore produttivo. In questo senso, Hiki3D rappresenta un luogo mentale prima ancora che fisico.

Perché scegliere un riferimento così forte per il branding di una startup tech?

Perché volevamo un nome distintivo, che comunicasse immediatamente intensità, dedizione e concentrazione. Nel settore tecnologico e ingegneristico, il valore sta spesso nella capacità di isolarsi dal rumore e dedicarsi completamente alla soluzione di un problema. Hiki3D nasce proprio da questa filosofia.

Di cosa si occupa Hiki3D nel settore della stampa 3D?

Hiki3D lavora su progettazione CAD, prototipazione funzionale e produzione di piccoli lotti tramite stampa 3D. Non realizziamo solo oggetti di design, ma anche componenti tecnici. Il nostro focus è trasformare un’idea in un pezzo pronto per l’integrazione nei processi produttivi. La nostra formazione ingegneristica e le competenze di progettazione influenzano ogni fase del lavoro: analisi delle sollecitazioni, scelta dei materiali, ottimizzazione delle geometrie e verifica funzionale. La stampa 3D, soprattutto in ambito industriale, richiede competenze strutturali e non solo creative. In parallelo, vengono sviluppati anche gadget e accessori di dimensioni ridotte, quali portachiavi, fidget e altri oggetti, nell’ambito di attività creative e di prototipazione.

La stampa 3D può davvero sostituire lavorazioni tradizionali?

In molti casi sì, soprattutto per prototipi avanzati, attrezzaggi, supporti tecnici e parti personalizzate. Il vantaggio principale è la velocità di iterazione: possiamo modificare un progetto, ristampare e testare in tempi molto ridotti rispetto alla manifattura classica.

Perché Hiki3D punta su una clientela internazionale?

Perché molte aziende estere hanno già integrato la manifattura additiva nei loro workflow. Questo permette collaborazioni più evolute su componenti tecnici e sviluppo prodotto. Il nostro obiettivo è inserirci in questa filiera come partner agile per progettazione e stampa 3D. Hiki3D nasce da una visione condivisa: io mi occupo del marketing, insieme ci occupiamo dell’area tecnica e progettuale, Simone segue lo sviluppo strategico e operativo . Questa complementarità ci consente di muoverci rapidamente sia sul fronte ingegneristico sia su quello commerciale.

Hiki3D ha ottenuto finanziamenti pubblici per lo sviluppo del progetto?

Sì, Hiki3D ha ottenuto il Voucher Autoimpiego Centro Nord di Invitalia, un sostegno importante che ci ha permesso di avviare concretamente il laboratorio, investire in attrezzature, software di progettazione e sviluppo operativo. Per una startup tech è fondamentale poter contare su strumenti di questo tipo: accelerano la fase iniziale e consentono di concentrarsi subito su progettazione avanzata, stampa 3D e sviluppo di componenti per il mercato.

Quali sono i prossimi step di Hiki3D?

Stiamo ampliando le capacità di stampa, aprendo uno shop fisico in centro a Torino e lavorando su nuove collaborazioni industriali. L’obiettivo è aumentare la complessità dei progetti, sviluppare componenti sempre più performanti e consolidare una rete di clienti internazionali.

Hiki3D: manifattura additiva tra startup e industria

Hiki3D rappresenta un modello emergente di impresa tech:una struttura snella che combina CAD avanzato, stampa 3D e competenze ingegneristiche, rivolta a un mercato globale sempre più orientato alla personalizzazione e alla rapidità di sviluppo. Un esempio concreto di come la stampa 3D stia diventando parte integrante della catena del valore industriale.

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