SVIZZERA – La Svizzera si prepara a riabbracciare lo spirito olimpico a novant’anni dall’ultima edizione di Sankt Moritz, posizionandosi come l’unica candidata in fase avanzata per le Olimpiadi invernali del 2038. Il progetto “Svizzera 2038” segna una rottura netta con i modelli del passato, proponendo un formato multiregionale che coinvolge 10 Cantoni e 14 Comuni. Dalle vette dei Grigioni alla novità storica del Ticino, con Lugano sede dell’hockey femminile, il piano prevede cerimonie simboliche tra Losanna e Berna. Questa strategia risponde perfettamente alla nuova flessibilità richiesta dal Comitato Olimpico Internazionale (CIO), puntando su una gestione decentralizzata che valorizza l’intera nazione anziché una singola località, garantendo un impatto logistico distribuito e moderno.
Un progetto nazionale unico per il CIO, basato su impianti esistenti e finanziamenti privati
Il vero punto di forza della candidatura elvetica risiede nella sostenibilità ambientale ed economica. Il piano esclude nuove grandi costruzioni, puntando esclusivamente sull’ammodernamento delle infrastrutture esistenti per contenere i costi e ridurre l’impatto ecologico. Con un budget stimato di 2,2 miliardi di franchi svizzeri, la copertura finanziaria sarà garantita in larga parte da capitali privati, limitando l’intervento pubblico della Confederazione a 200 milioni. Le previsioni economiche sono promettenti: si stima un valore aggiunto fino a 3,68 miliardi di franchi e la creazione di oltre 19.000 posti di lavoro. La Svizzera punta così a diventare il punto di riferimento globale per i Grandi Eventi sostenibili, trasformando i Giochi in un volano di crescita turistica e innovazione per il prossimo decennio.












