SVIZZERA – Il 13 marzo 2026 segna una tappa fondamentale per la politica estera svizzera: il Consiglio federale ha adottato il messaggio sul pacchetto «Bilaterali III», trasmettendolo al Parlamento. L’obiettivo centrale è consolidare la via bilaterale con l’Unione Europea, garantendo stabilità economica, scientifica e sociale. In un contesto geopolitico frammentato, assicurare l’accesso al mercato unico e la partecipazione a programmi come Orizzonte Europa è vitale. Questo progetto non si limita a preservare l’esistente, ma estende la cooperazione a settori critici come l’energia elettrica, la sanità e la sicurezza alimentare, pilastri necessari per mantenere la Svizzera un polo d’innovazione competitivo a livello globale.
Svizzera-UE: stabilizzazione e sviluppo, un passo strategico per l’economia elvetica
Il pacchetto rappresenta un equilibrio tra integrazione e sovranità. Attraverso deroghe mirate e clausole di salvaguardia, la Svizzera protegge interessi nazionali chiave, dalla libera circolazione ai trasporti terrestri. Gli accordi firmati il 2 marzo 2026 mirano a rafforzare la prosperità e l’indipendenza del Paese, offrendo alle imprese d’esportazione un quadro giuridico affidabile e duraturo. Senza questo aggiornamento, il modello bilaterale rischierebbe un progressivo svuotamento di contenuti. Con l’approvazione dei decreti federali, la palla passa ora alle Camere per definire il futuro della capacità d’azione e della sicurezza della Confederazione nel cuore dell’Europa.














