SVIZZERA – A Crans-Montana si scava ancora tra le macerie del locale Le Constellation per definire il bilancio esatto della tragedia che ha sconvolto l’inizio del 2026. Molte famiglie vivono ore di angosciante incertezza, affidandosi anche ai social media nel disperato tentativo di avere notizie dei propri figli. Tra i circa 40 deceduti e gli oltre 100 feriti – molti dei quali ricoverati con gravi ustioni tra la Svizzera e il Niguarda di Milano – mancano ancora numerosi appelli. I consiglieri di Stato Mathias Reynard e Stéphane Ganzer hanno gelato le speranze di risposte rapide, dichiarando che per l’identificazione ufficiale dei corpi saranno necessari diversi giorni. Nel frattempo, gli inquirenti analizzano i video girati dai cellulari dei presenti per fare luce sulle cause del rogo, su cui vige ancora il massimo riserbo.
Tragedia a Crans-Montana
La Svizzera intera si è stretta attorno al dolore del Vallese, con il Presidente Guy Parmelin che ha proclamato cinque giorni di lutto nazionale con bandiere a mezz’asta. La visita istituzionale ha sottolineato la vicinanza della Confederazione alle vittime di quella che è già definita una delle peggiori catastrofi della storia elvetica. Mentre le indagini proseguono, la comunità locale e i turisti si sono riuniti in una veglia silenziosa a Crans-Montana, trasformando il luogo del disastro in un tappeto di fiori e lumini. La priorità resta ora il supporto psicologico ai parenti e il difficile lavoro di riconoscimento, in un clima di profonda commozione che ha valicato i confini nazionali.













