LUGANO – La transizione verde dell’Unione Europea è al centro delle politiche ambientali e climatiche del continente, con l’obiettivo di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Tuttavia, un recente scandalo sui fondi pubblici ha gettato un’ombra su questi sforzi.
LO SCANDALO SUI FONDI PUBBLICI NELL’UNIONE EUROPEA:
Il quotidiano olandese De Telegraaf ha rivelato uno scandalo che coinvolge l’Unione Europea e i fondi pubblici destinati alla promozione delle politiche verdi. Secondo l’inchiesta, la Commissione Europea avrebbe segretamente pagato gruppi ambientalisti per fare lobbying a favore del Green Deal e delle riforme promosse dall’ex commissario Frans Timmermans. Tra i contratti esaminati, uno da 700mila euro sarebbe stato utilizzato per orientare il dibattito sull’agricoltura in chiave verde.
Questo scandalo ha sollevato preoccupazioni tra i politici e i cittadini europei, mettendo in discussione la trasparenza e l’integrità delle politiche ambientali dell’UE e non solo. Nicola Procaccini, co-presidente del gruppo dei conservatori al Parlamento europeo, ha dichiarato: “È necessario fare luce su questa situazione e capire se Bruxelles ha agito in maniera irregolare per imporre politiche ambientali attraverso l’illegalità”.
LA TRANSIZIONE VERDE NELL’UE:
L’Unione Europea ha adottato il Green Deal europeo, una strategia di crescita che mira a trasformare l’Europa in un’economia moderna, efficiente sotto il profilo delle risorse e competitiva. Il Green Deal punta a ridurre le emissioni nette di gas a effetto serra di almeno il 55% entro il 2030 e a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Questo ambizioso piano include investimenti in energie rinnovabili, efficienza energetica e tecnologie verdi, oltre a politiche per ridurre l’inquinamento e proteggere la biodiversità.













