USA – L’amministrazione Trump accelera l’offensiva contro le politiche di Diversity, Equity, and Inclusion (DEI), mettendo nel mirino uno dei pesi massimi dell’abbigliamento sportivo mondiale: Nike. La Equal Employment Opportunity Commission (EEOC) ha ufficialmente avviato un’indagine per verificare presunte discriminazioni sistemiche ai danni dei dipendenti bianchi. Secondo quanto riportato dal New York Times, l’agenzia federale ā che sotto l’attuale presidenza sta attuando una profonda revisione dei mandati sull’inclusivitĆ ā ipotizza una “discriminazione razziale intenzionale”. Al centro del dibattito ci sono i programmi interni dell’azienda che, nati per promuovere la rappresentanza delle minoranze, avrebbero finito per penalizzare ingiustamente una parte della forza lavoro in base alla razza.
Politiche DEI nel mirino: la Commissione per le Pari OpportunitĆ apre il caso
L’indagine su Nike segna un punto di svolta cruciale nella strategia legale del governo, che mira a smantellare i framework aziendali accusati di promuovere il “razzismo inverso”. Per il colosso di Beaverton, da anni in prima linea nelle battaglie per la giustizia sociale, questa pressione normativa rappresenta una sfida senza precedenti che potrebbe costringere il brand a una radicale ristrutturazione delle proprie politiche sulle risorse umane. L’azione della EEOC invia un segnale inequivocabile a tutto il settore corporate statunitense: le iniziative di giustizia sociale non saranno più esenti da controlli federali se percepite come lesive dei diritti costituzionali di uguaglianza. La battaglia legale si preannuncia lunga, con potenziali ripercussioni significative sul valore azionario e sull’immagine globale del brand.













