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Turchia: la crisi della Lira con Erdogan che vince le elezioni presidenziali

di GIACOMO CALEF, Country manager di NS Partners

TURCHIA: ERDOGAN E LA CRISI DELLA LIRA

Con il 52% dei voti, Erdogan vince le elezioni presidenziali in Turchia e inizia il suo terzo decennio al potere. Ad oggi, l’economia della Turchia è in un contesto di incertezza che potrebbe scaturire una crisi nel Paese. Erdogan sceglie di combattere l’inflazione mantenendo bassi i tassi d’interesse.  Non potendo utilizzare una politica monetaria restrittiva per fermare il rialzo dei prezzi, la banca centrale deve ideare politiche d’emergenza, spesso irregolari e imprevedibili, che destabilizzano i mercati. Di conseguenza, l’inflazione, che ora è al 44%, non è stata ancora mitigata. Inoltre, la banca centrale turca soffre di una mancanza di credibilità. Per credere che il vero obiettivo della banca centrale sia la stabilità dei prezzi, gli investitori devono avere fiducia nella sua indipendenza.

LA BANCA CENTRALE TURCA

In passato, il governo turco ha influito sulle decisioni della banca centrale, spingendo gli investitori a non avere fiducia negli sforzi contro l’inflazione, non permettendo di frenarla. La crisi di fiducia degli investitori nelle politiche economiche turche ha causato un deprezzamento della lira. Il valore della valuta potrebbe scendere del 29% entro la fine dell’anno, essendo già crollato di più del 7% da inizio 2023. Per cercare di mantenere stabile il tasso di cambio, la banca centrale deve vendere riserve di valute estere e comprare la lira, riducendone l’offerta. Avendo già speso oltre $200 miliardi per supportare la lira, la Turchia sta esaurendo le riserve estere. Certi analisti pensano addirittura che le riserve nette della banca centrale siano negative. Questo significa che non sarà in grado di continuare ad evitare un grave deprezzamento.

L’INCERTEZZA EI CAMBIAMENTI

I problemi macroeconomici riducono gli investimenti esteri in azioni e obbligazioni turche, che negli ultimi anni sono diminuiti dell’85%. Inoltre, le tensioni geopolitiche della Turchia con altre nazioni aumentano ulteriormente l’incertezza. Per esempio, il conflitto con il nord Iraq per un oleodotto che passa attraverso il Paese, mette a rischio il trasporto dello 0,5% di domanda di petrolio globale. Ad ogni modo, Erdogan ha promesso di scegliere un team economico governativo che aumenterà la credibilità della Turchia. Un cambiamento simile, insieme a una modifica della politica monetaria, potrebbe frenare l’inflazione, dare fiducia agli investitori e supportare l’economica turca.

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