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UE, scontro sulle tasse delle accise su tabacco e sigarette elettroniche

EUROPA – La proposta di riforma della direttiva sulla tassazione del tabacco presentata dalla Commissione Europea il 16 luglio si è trovata di fronte un muro di scetticismo e riserve da parte degli Stati membri in seno al Consiglio Ecofin di Lussemburgo. L’obiettivo dell’esecutivo, secondo il commissario per il Clima e la crescita pulita è duplice: ridurre il numero di fumatori in Europa – che è ai primi posti al mondo – e contrastare la diffusione di nuovi prodotti come le sigarette elettroniche e i dispositivi da ‘svapo’, che sarebbero “concepiti deliberatamente per i giovani” e creerebbero una nuova dipendenza dalla nicotina. Hoekstra ha lanciato un forte monito contro la contro-narrativa dell’industria, accusandola di diffondere “menzogne” per invertire la percezione pubblica, una tattica già vista con il tabacco tradizionale. La riforma prevede infatti un aumento significativo delle soglie minime di accisa: per le sigarette si passerebbe dal 60% al 63% del prezzo medio ponderato e da 90 a 215 euro per mille pezzi, un incremento che mira a scoraggiare il consumo.

Bruxelles spinge per aumenti drastici

Nonostante la ferma posizione della Commissione, molti Paesi membri nutrono dubbi e perplessità sull’entità degli aumenti, temendo ripercussioni sui rispettivi mercati e sulle entrate fiscali. In particolare, l’Italia si è schierata per la difesa delle sigarette tradizionali, manifestando la volontà di salvare una parte consistente e consolidata del settore. Le modifiche proposte sono sostanziali e non riguardano solo le sigarette: il tabacco da rollare vedrebbe l’accisa minima salire dal 50% al 62% del PAM e da 60 a 215 euro al chilo, equiparandosi di fatto al carico fiscale delle sigarette. Anche i sigari e cigarillos vedranno una progressiva rivalutazione delle aliquote a partire dal 2030, con l’accisa minima che passerà dal 5% al 20% del PAM. L’opposizione degli Stati evidenzia la tensione tra la salute pubblica, promossa da Bruxelles, e la tutela degli interessi economici e delle tradizioni nazionali legate al commercio del tabacco. Il confronto in Ecofin ha segnato solo l’inizio di una negoziazione che si preannuncia lunga e complessa.

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