WASHINGTON D.C., Stati Uniti – Il governo venezuelano ha attribuito le esplosioni udite nella notte a Caracas a una “gravissima aggressione militare” degli Stati Uniti, dopo il sorvolo di velivoli a bassa quota e almeno sette deflagrazioni registrate nella capitale. Il presidente Nicolás Maduro ha dichiarato lo stato di emergenza e mobilitato il Paese, mentre Washington non ha rilasciato conferme ufficiali sugli attacchi. Le tensioni erano già elevate: secondo informazioni riportate da Reuters, Donald Trump aveva dispiegato una flottiglia nei Caraibi e ventilato possibili operazioni di terra, esercitando pressioni private su Maduro affinché lasciasse il Paese. La crisi apre ora un fronte diplomatico critico in America Latina.












