LUGANO – Le Borse asiatiche hanno chiuso in territorio positivo spinte dall’ottimismo per un possibile accordo in Medio Oriente, dopo che il presidente Donald Trump ha ribadito progressi nei negoziati. Il Nikkei guida i rialzi con +2,17% a 65.416 punti, mentre Shanghai avanza dell’1,28% e l’Indonesia vola oltre il +4%. Il sentiment più disteso ha riportato il petrolio in calo: WTI a 89,42 dollari (-2,06%) e Brent a 92,97 dollari (-1,36%), secondo dati ufficiali di mercato. Oro stabile a 4.349 dollari (-0,33%), segnale di un rischio percepito in lieve attenuazione.
Principali indici asiatici (aggiornati 9.45 CET)
- Shanghai Composite — 4.010,03 (+1,28%)
- CSI 300 — 4.801,81 (+1,87%)
- Hang Seng — 24.615,22 (-0,17%)
- Jakarta Composite — 5.576,08 (+4,38%)
- Nikkei 225 — 65.416,63 (+2,17%)
Commodity (aggiornate 9.45 CET)
- Petrolio WTI — 89,42 USD (-2,06%)
- Brent — 92,97 USD (-1,36%)
- Oro — 4.349,10 USD (-0,33%).
Il petrolio arretra con forza grazie alle prospettive di de‑escalation, mentre l’oro resta stabile, segnale di un rischio percepito in lieve attenuazione. L’Asia beneficia così di un mix di tregua geopolitica e solidità macro, con Tokyo e Shanghai in testa ai rialzi.
















