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2025 Recap: quando il consenso di mercato si è rivelato fuorviante

MALTA 2025 Recap: quando il consenso di mercato si è rivelato fuorviante. A cura di Gamma Capital Markets. Per comprendere appieno la complessità del 2025 è necessario tornare alle aspettative degli analisti a fine 2024. All’indomani dell’elezione di Trump, il consenso di mercato appariva ampiamente allineato su due direttrici considerate quasi inevitabili: una crescente pressione sulle Big Tech statunitensi e una marcata rotazione verso le small cap. L’evoluzione dei mercati ha però smentito in modo netto questa lettura, restituendo uno scenario profondamente diverso. Infatti, le cosiddette Magnifiche 7 hanno continuato a sovraperformare, dimostrando una resilienza superiore alle attese e mettendo in discussione una narrativa che, all’epoca, appariva largamente condivisa. Allo stesso tempo, il posizionamento degli investitori sulla Cina aveva raggiunto livelli estremamente compressi, infatti, risultava di fatto abbandonata dalla maggior parte degli operatori di mercato, più per ragioni di sentiment che per un deterioramento strutturale dei fondamentali.

2025 Recap: quando il consenso di mercato si è rivelato fuorviante

A tal proposito, Gamma Capital Markets ha mantenuto un’esposizione azionaria selettiva sulla Cina, con un focus mirato sul comparto tecnologico, consapevoli delle difficoltà cicliche e della volatilità di breve periodo. Le fasi di ribasso degli indici cinesi sono state affrontate con un approccio graduale e paziente, coerente con una visione di medio termine e con una valutazione del rapporto rischio/rendimento favorevole su orizzonti più lunghi. Da inizio anno, l’indice MSCI China ha registrato un rendimento intorno al 30% circa. A conferma del cambiamento nel sentiment, gli acquisti offshore di azioni cinesi secondo il Financial Times hanno raggiunto un massimo degli ultimi quattro anni, con flussi pari a 50,6 miliardi di dollari tra gennaio e ottobre, a fronte degli 11,4 miliardi registrati nell’intero 2024.

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