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venerdƬ 13 Febbraio 2026
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Mercati, il calendario economico di inizio luglio: hot hot hot!

MERCATI Il calendario economico di inizio luglio, hot hot hot! A cura di Fabrizio Quirighetti di DECALIA. Come per ogni inizio mese, il calendario economico sarĆ  piuttosto fitto la prossima settimana, ma questa volta sarĆ  anche condensato, dal momento che i mercati statunitensi saranno chiusi venerdƬ 4 luglio (Giorno dell’Indipendenza). Di conseguenza, giovedƬ 3 luglio verrĆ  pubblicato il rapporto sulla situazione dell’occupazione negli Stati Uniti per il mese di giugno, insieme all’indice ISM dei servizi, agli ordini di fabbrica e alle richieste settimanali di disoccupazione. L’attuale consenso prevede una creazione netta di posti di lavoro di +116.000 a giugno (rispetto a +139.000 di maggio), un leggero aumento del tasso di disoccupazione dal 4,2% al 4,3% e una crescita mensile dei salari del +0,3% (rispetto al +0,4% del mese precedente). Prima di ciò, martedƬ 1 luglio, saranno resi noti i dati definitivi del PMI manifatturiero di giugno, l’indice manifatturiero ISM degli Stati Uniti e i risultati dell’indagine trimestrale TANKAN, che misura in modo estensivo il sentiment delle imprese e i livelli di attivitĆ  in tutti i settori e le dimensioni delle aziende in Giappone.

Mercati, il calendario economico di inizio luglio: hot hot hot!

Nel frattempo, l’OBBBA (One Big Beautiful Bill Act) potrebbe essere finalizzato, poichĆ© Trump ĆØ intenzionato a firmarlo prima del 4 luglio, pochi giorni prima della scadenza (temporanea?) dello sgravio tariffario per l’Europa. In questo contesto, se i dati economici dovessero deludere, in particolare il rapporto sull’occupazione negli Stati Uniti, ĆØ probabile che il dollaro subisca un altro colpo, in quanto aumenterebbe la probabilitĆ  di un taglio dei tassi della Fed giĆ  a luglio, eventualmente confermato se i dati sull’IPC previsti per metĆ  luglio saranno ancora una volta inferiori alle aspettative. Le prospettive sono meno chiare per i Treasury statunitensi: in genere trarrebbero vantaggio (i rendimenti a lungo termine diminuirebbero) dall’aumento dei timori di recessione, ma i loro potenziali guadagni potrebbero essere limitati o almeno limitati dall’OBBBA se dovesse aumentare ulteriormente il deficit di bilancio degli Stati Uniti. L’inverso ĆØ vero anche se l’OBBBA contiene alcuni emendamenti rassicuranti per contenere i vigilantes deiĀ  bond. Lo stesso vale per le azioni: anche se il mercato potrebbe vacillare se la crescita negli Stati Uniti sembra esaurirsi, l’entitĆ  di un eventuale calo dipenderĆ  in ultima analisi dall’entitĆ  della delusione economica, dall’indebolimento del dollaro e dalla reazione dei rendimenti a lungo termine, soprattutto con l’OBBBA e i negoziati commerciali in corso che offuscano il quadro. Quindi, in bocca al lupo per la settimana a venire.

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