GINEVRA – Le recenti indagini sul panorama economico svizzero delineano un quadro inaspettato: le imprese elvetiche, dalle micro-imprese alle multinazionali, navigano nelle stesse acque agitate. Le sfide principali rimangono costanti: l’oppressione della regolamentazione amministrativa e le crescenti difficoltĆ di vendita, sia sul mercato interno che su quello estero. Tuttavia, l’aspetto più sorprendente emerge dall’analisi per segmenti: contrariamente a quanto si potrebbe pensare, le piccole e medie imprese (PMI) non sono le uniche a soffrire. La pressione competitiva e gli ostacoli all’export colpiscono in modo trasversale, dimostrando che la capacitĆ di generare fatturato ĆØ influenzata più dalle dinamiche globali che dal numero di collaboratori presenti in organico.
Il mito della resilienza delle grandi imprese alla burocrazia
Esiste un luogo comune secondo cui la compliance e la burocrazia siano un peso insostenibile solo per le PMI, ma i dati smentiscono questa narrativa. Sebbene le grandi imprese dispongano di dipartimenti legali e divisioni di conformitĆ strutturate, la densitĆ normativa risulta per loro persino più gravosa rispetto alle realtĆ più piccole. Oltre la metĆ delle aziende svizzere, indipendentemente dalla taglia, considera il carico regolatorio un ostacolo critico. Questo accade perchĆ© le normative internazionali e le analisi di confronto salariale gravano in misura maggiore proprio sulle grandi strutture. In definitiva, la Svizzera si riscopre un Paese dove la semplificazione amministrativa ĆØ una necessitĆ democratica: un’esigenza che unisce l’artigiano locale al CEO della grande industria nella comune lotta per la competitivitĆ .












