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giovedƬ 22 Gennaio 2026
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La potenza militare dell’Iran tra deterrenza missilistica e forze irregolari

FOCUS – L’Iran si conferma una delle principali potenze militari regionali, stabilmente posizionata tra le prime 20 nazioni al mondo per capacitĆ  bellica (14° posto nel Global Firepower 2024). Il vero pilastro della difesa di Teheran ĆØ il suo vasto arsenale di missili balistici a medio raggio, considerato il più numeroso e variegato della regione, capace di garantire una deterrenza strategica a lungo raggio. A questa forza si affianca una struttura duale unica: da un lato l’esercito regolare, che conta circa 650.000 soldati, dall’altro i Pasdaran (Guardie della Rivoluzione). Questi ultimi, con circa 120.000 effettivi d’Ć©lite, insieme alla forza paramilitare dei Basij, forniscono al Paese una capacitĆ  di guerra asimmetrica e ibrida senza pari. Grazie a milioni di membri mobilitabili e a un’avanzata competenza nel cyberwarfare e nella guerra elettronica, l’Iran compensa l’uso di mezzi terrestri spesso datati, trasformando la quantitĆ  e la capillaritĆ  delle proprie forze in un vantaggio tattico fondamentale nel contesto mediorientale.

Analisi delle capacitĆ  belliche, arsenale missilistico e ruolo dei Pasdaran nel Medio Oriente

Nonostante l’imponente numero di effettivi e la forza missilistica, l’apparato militare iraniano presenta criticitĆ  tecnologiche dovute a decenni di sanzioni internazionali. Il punto debole principale ĆØ rappresentato dall’aeronautica e dalla marina, che dispongono di velivoli ed equipaggiamenti meno moderni rispetto a competitor diretti come Israele o le potenze occidentali. Molti dei carri armati e dei pezzi d’artiglieria in dotazione risultano obsoleti, costringendo Teheran a puntare su strategie di difesa costiera e sull’impiego massiccio di droni e sistemi di guida missilistica meno sofisticati ma efficaci su larga scala. In sintesi, la forza dell’Iran non risiede nella superioritĆ  tecnologica convenzionale, ma in una combinazione letale di deterrenza missilistica, profonditĆ  strategica e una resilienza operativa garantita dalle forze irregolari. Questa architettura militare rende la Repubblica Islamica un attore capace di esercitare una pressione costante e di condurre operazioni speciali su più fronti, mantenendo un ruolo di primo piano negli equilibri geopolitici globali.

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