Nato islamica? L’ingresso di Ankara riapre il dossier: Turchia nel patto Pakistan–Arabia Saudita

LUGANO - La richiesta della Turchia di entrare nell’alleanza militare tra Pakistan e Arabia Saudita ha riacceso i radar geopolitici: è la nascita della...
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giovedì 22 Gennaio 2026
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Sicurezza europea e investimenti militari: pronti i primi finanziamenti per la difesa di otto stati 

EUROPA – La Commissione Europea ha segnato una svolta storica nelle politiche di sicurezza continentale approvando i primi piani nazionali di investimento nell’ambito dell’iniziativa Security Action for Europe (SAFE). Questa prima ondata di aiuti finanziari è destinata a Belgio, Bulgaria, Danimarca, Spagna, Croazia, Cipro, Portogallo e Romania, nazioni che potranno accedere a circa 38 miliardi di euro in prestiti a lungo termine a tassi agevolati. L’obiettivo primario è accelerare la modernizzazione degli apparati militari e l’acquisizione di tecnologie difensive d’avanguardia, garantendo al contempo una maggiore protezione dei confini comunitari. Tra gli stanziamenti provvisori più significativi spiccano gli oltre 16 miliardi di euro per la Romania e 1,18 miliardi per Cipro, cifre che riflettono un approccio basato sulla solidarietà strategica e sulla trasparenza per colmare le lacune difensive dove il bisogno è più urgente.

Sicurezza europea e investimenti militari

L’iniziativa SAFE non si limita al rafforzamento dei singoli stati, ma promuove una visione di difesa integrata attraverso appalti congiunti che coinvolgono l’industria bellica europea, riducendo i costi e migliorando l’interoperabilità tra gli eserciti. Un elemento di rilievo è l’integrazione dell’Ucraina nell’ecosistema di sicurezza dell’UE, permettendo la partecipazione agli appalti comuni per garantire un sostegno rapido e sostenibile. Con il completamento della valutazione della Commissione, la palla passa ora al Consiglio, che avrà quattro settimane per ratificare le decisioni. Se l’iter procederà senza intoppi, i primi pagamenti saranno erogati a partire dal marzo 2026, concretizzando così il pacchetto “Pronti per il 2030”. Questa strategia mira a trasformare l’Europa in un attore globale più resiliente, capace di mobilitare fino a 800 miliardi di euro per la difesa nel prossimo decennio.

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