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Analisi dei Mercati: fai la cosa giusta

ANALISI DEI MERCATI: FAI LA COSA GIUSTA

di Fabrizio Quirighetti di DECALIA.

MERCATI Fai la cosa giusta. La scorsa settimana la Federal Reserve ha iniziato il suo ciclo di allentamento della politica monetaria con il botto, apportando un taglio enorme di 50 punti base, come punto di partenza, con grande gioia degli investitori dei mercati. Questa decisione accomodante è stata motivata dal recente deterioramento del mercato del lavoro con un tasso di disoccupazione che dovrebbe chiudere l’anno al 4,4% secondo l’ultimo Summary of Economic Projections (o SEP) della Fed, mentre anche l’inflazione è diminuita più rapidamente di quanto previsto dai membri della Fed lo scorso giugno. Di conseguenza, la Fed vede ora i rischi per gli obiettivi di occupazione e inflazione più o meno in equilibrio, pur prevedendo ancora una crescita economica resiliente (le proiezioni del PIL sono rimaste invariate in realtà, si veda sotto). Optando per una ricalibrazione preventiva della politica monetaria piuttosto che per una cura a posteriori (in caso di recessione), le probabilità del nostro scenario di atterraggio morbido sono probabilmente migliorate.

RICALIBRAZIONE

A questo proposito, vale la pena sottolineare due caratteristiche insolite rispetto al precedente ciclo di allentamento. In primo luogo, Jerome Powell ha utilizzato il termine “ricalibrazione” più volte durante la conferenza stampa di domande e risposte per caratterizzare la decisione della Fed di abbassare i tassi. La scelta di questo termine indica la relativa resilienza che i funzionari della Fed vedono ancora nell’economia statunitense. In particolare, mostra che la Fed non è realmente preoccupata da una recessione, ma piuttosto “vuole solo” massimizzare le probabilità di adempiere al suo duplice mandato di stabilità dei prezzi (con un’inflazione ora molto vicina all’obiettivo del 2%) e di massima occupazione (con un tasso di disoccupazione che inizia ora a salire). In altre parole, e in linea con il discorso di Jackson Hole del mese scorso, questa ricalibrazione è coerente con la preoccupazione principale di Jay Powell che oscilla dall’inflazione al mercato del lavoro: la Fed può lasciare un po’ da parte uno di questi obiettivi e concentrarsi un po’ di più sull’altro. Di conseguenza, e contrariamente al precedente ciclo di allentamento, l’aumento della disoccupazione non è sinonimo di recessione. A un certo punto potrebbe esserlo, ma non in questa fase (iniziale). Il secondo punto, che è un corollario del precedente, è che la Fed sta quindi tagliando da una posizione di forza dell’economia, non di debolezza, con un’ inflazione ancora appiccicosa nei servizi… mentre si prevede che l’ afflusso di immigrazione rallenterà nei prossimi mesi (il tasso di disoccupazione è stato spinto più in alto ultimamente perché l’offerta di lavoro è aumentata più velocemente della domanda).

IL FUTURO?

In questo contesto, la storia non funge più da guida. Non solo il classico manuale di trading per quando la Fed taglia i tassi (come ridurre l’esposizione azionaria, acquistare titoli difensivi, aumentare le obbligazioni, in particolare la durata sovrana e diminuire il credito, tra le indicazioni di base) potrebbe non funzionare, ma il percorso di allentamento della Fed potrebbe essere più impegnativo e quindi più accidentato del solito. Inoltre, i mercati hanno la cattiva abitudine, come i  bambini viziati, di anticipare la Fed… Più la Fed dà, più loro vogliono! Quindi, il difficile compito di Jerome Powell in futuro sarà quello di trovare il giusto equilibrio, poiché non si può ancora escludere del tutto né il rischio di una recessione economica innescata da un violento deterioramento del mercato del lavoro o delle condizioni finanziarie, né una temporanea riaccelerazione dell’inflazione l’anno prossimo. Nel primo caso, le conseguenze saranno semplici: la Fed probabilmente apporterebbe altri tagli massicci, riprendendo istantaneamente il solito schema di trading difensivo. Nel secondo caso, la Fed dovrà mangiarsi le mani, prima o poi… un esercizio meno facile e con conseguenze sconosciute. In attesa del giorno del giudizio, nell’Oro ci si può di certo fidare, soprattutto se la tensione latente tra falchi e colombe dovesse culminare in tragedia e violenza in una calda giornata elettorale.

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