MONDO – Il colosso italiano Beretta Holding accelera la sua scalata oltreoceano, lanciando una sfida diretta alla governance di Sturm Ruger. Già primo azionista con il 9,95%, il gruppo guidato da Pietro Gussalli Beretta ha proposto un’Offerta Pubblica d’Acquisto (Opa) parziale per acquisire un ulteriore 20,05% delle azioni circolanti, con l’obiettivo dichiarato di salire al 30% del capitale. Non si tratta di una semplice operazione finanziaria, ma di una mossa industriale strategica: Beretta mira a instaurare una partnership operativa per risollevare le performance del produttore americano, pur ribadendo di non puntare al controllo totale ma a una collaborazione che valorizzi il brand Ruger in segmenti oggi poco presidiati.
Il prezzo dell’offerta: premio del 10% e scontro sulla “Poison Pill”
L’offerta messa sul piatto dal gigante di Gardone Val Trompia ammonta a 44,80 dollari per azione, interamente in contanti. Questo prezzo incorpora un premio del 10% rispetto alle attuali quotazioni di mercato e un balzo del 20% se confrontato con la media ponderata degli ultimi 60 giorni. Tuttavia, la strada verso il 30% presenta un ostacolo tecnico non indifferente: la “poison pill” (il piano dei diritti degli azionisti) adottata dal board di Sturm Ruger per prevenire scalate ostili. Beretta ha ufficialmente richiesto una deroga a questo meccanismo entro il 31 marzo 2026, posizionando gli azionisti americani davanti a un bivio: accettare la liquidità immediata garantita dal premio o mantenere lo status quo difeso dall’attuale dirigenza.














