EUROPA – Il mercato nero del tabacco in Europa (UE) ha raggiunto livelli allarmanti, con circa il 10% delle sigarette consumate che risulta illegale. Secondo i dati KPMG 2024, il fenomeno sottrae oltre 14,9 miliardi di euro di entrate fiscali ai governi nazionali, risorse vitali per sanità e infrastrutture. L’Unione Europea spinge per una tassazione sempre più severa per scoraggiare il fumo, ma esperti come Vincent Byrne di JTI avvertono: un aumento troppo rapido dei prezzi non abbatte la domanda, bensì sposta i consumatori verso il canale illecito. In nazioni come la Francia, la quota di mercato illegale ha già superato il 40%, dimostrando come il proibizionismo fiscale possa involontariamente finanziare le mafie.
UE: l’aumento delle accise alimenta un mercato illecito da 39 miliardi di sigarette
Dietro questo traffico si celano organizzazioni criminali internazionali che gestiscono fabbriche clandestine su scala industriale, anche nel cuore dell’Europa. Il Belgio è diventato un hotspot strategico: recenti blitz hanno smantellato impianti capaci di produrre milioni di sigarette contraffatte, sfruttando spesso manodopera irregolare in condizioni di schiavitù. Questo sistema parallelo non solo danneggia l’economia legale, ma compromette le politiche di salute pubblica, poiché i prodotti illegali sfuggono a ogni controllo di sicurezza e qualità. La sfida per Bruxelles è ora bilanciare la lotta al tabagismo con il contrasto a una criminalità sempre più radicata e pericolosa.

















