BRUXELLES – La crisi dell’auto in Europa risulta chiara nei dati pubblicati dalla Commissione Europea e dall’ACEA, l’associazione che rappresenta i principali costruttori europei. Le analisi mostrano che la produzione supera la domanda, e molti stabilimenti risultano sovradimensionati: per questo si parla di “uno su tre di troppo”. Stellantis, Volkswagen, Mercedes-Benz e BMW affrontano costi industriali elevati mentre il mercato dell’elettrico rallenta: le vendite EV calano in Germania e Francia e i margini si riducono. La strategia sull’elettrico non convince e non conviene, secondo uno studio. Evidenzia limiti concreti: prezzi alti, investimenti pesanti e infrastrutture di ricarica insufficienti frenano la crescita. Intanto l’import cinese aumenta: BYD, SAIC e Geely guadagnano quote grazie a listini più bassi e filiere integrate. Bruxelles ha introdotto dazi anti‑dumping e controlli sulle sovvenzioni, ma avverte che i costi europei restano troppo alti per competere. Gli analisti indicano che uno stabilimento su tre è a rischio, con possibili chiusure o riconversioni. Il settore affronta un bivio: troppe fabbriche, elettrico in rallentamento, concorrenza cinese in crescita e costi fuori scala, un mix che impone scelte rapide e chiare.

















