MONDO – Le recenti scelte economiche e industriali, guidate dal Green Deal, stanno mettendo a dura prova il settore automotive nel mondo. L’ostinazione nel privilegiare l’elettrico solleva interrogativi che vanno oltre la semplice dottrina ambientale, suggerendo dinamiche geopolitiche più profonde. Per un’analisi dettagliata di questo scenario e delle sue contraddizioni, vi invitiamo a leggere l’editoriale completo su HoiNews.
Il confronto con gli USA e il vantaggio della Cina
Mentre gli Stati Uniti proteggono la propria economia imponendo dazi severi al 100% sulle auto elettriche cinesi per motivi di sicurezza nazionale, l’Unione Europea continua a finanziare il mercato con incentivi che agevolano Pechino. Questo approccio è monitorato con attenzione anche dai mercati finanziari e dalle istituzioni elvetiche, come evidenziato dalle analisi macroeconomiche della Banca Nazionale Svizzera, che valutano gli impatti di tali asimmetrie commerciali globali.
Costi economici e rischi per l’industria europea
I costruttori europei, penalizzati da rigidi target sulle emissioni di CO₂, si trovano a competere con i veicoli cinesi, fortemente sovvenzionati dal loro governo. Questo squilibrio rischia di tradursi in una grave perdita di posti di lavoro e capacità produttiva. La necessità di difendere la competitività e l’innovazione tecnologica è un tema centrale anche per la stabilità economica continentale, come spesso rimarcato nei corridoi della Segreteria di Stato dell’economia SECO.

















