TAIPEI – I mercati asiatici crollano di nuovo, spinti da speculazione intensa e da una instabilità geopolitica che continua a destabilizzare le piazze finanziarie. L’ASX 200 perde -0,75%, la Shanghai Composite scivola a 3.814,198 (-1,61%), mentre l’Hang Seng arretra a 24.940,71 (-1,07%). Il tonfo più violento arriva dalla Corea del Sud: KOSPI -5,72% e KOSDAQ -5,32%, segnalando tensioni diffuse. In Giappone il Nikkei 225 precipita a 64.611,15 (-2,73%), mentre il Sensex indiano arretra a 76.055,39 (-0,44%). Le vendite colpiscono anche il Sud‑Est asiatico: Jakarta Composite -1,73% e STI Singapore -0,15%. Sul fronte commodity, il petrolio amplifica la pressione: WTI 90,56 (-1,77%) (09:44) e Brent 98,76 (-1,92%) (09:47), mentre l’oro resta stabile a 4.050,50 (+0,01%) (09:45). Gli operatori parlano di “mercato ipersensibile”, con volatilità alimentata da tensioni regionali e flussi speculativi che dominano la seduta.
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