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Economia, il punto mensile di Michele De Michelis: Warren Buffet e gli altri segnali che ci indicano una possibile correzione

LUGANO – Economia, il punto mensile di Michele De Michelis: Warren Buffet e gli altri segnali che ci indicano una possibile correzione.

di MICHELE DE MICHELIS – FRAME ASSET MANAGEMENT

WARREN BUFFET E GLI ALTRI SEGNALI CHE CI INDICANO UNA POSSIBILE CORREZIONE

Il mercato azionario americano a maggio non dava l’idea di essere sul punto di correggere e infatti l’indice S&P 500 si ĆØ riportato sui massimi. Rimango comunqueĀ  sorpreso dalla forza dell’equity dimostrata finora quest’anno, soprattutto considerando che i tagli dei tassi ampiamente attesi non si sono concretizzati. PerchĆ© dunque gli indici non scendono, nonostante il mancato sostegno della Federal Reserve? A quanto pare, gli operatori sembrerebbero scontare ancora una situazione comunque buona dello stato della economia americana che, nonostante i tassi elevati, si sta dimostrando più che resiliente, visti anche gli utili dell’ultimo trimestre. Una sorta di ā€œgoldilock economyā€ seppur in un contesto di maggior inflazione. Ovviamente non tutti la pensano allo stesso modo, tantoĀ Ā che ci sono alcuni gestori importanti che sostengono, invece, che la situazione non sia poi cosƬ rosea e che nei prossimi sei mesi assisteremo a un raffreddamento dei principali indicatori economici. A sostegno di questa tesi, possiamoĀ confermareĀ che nelle ultime conf-call moltissimi manager di aziende quotate, nel tentativo di mantenere i margini di profitto, hanno anticipato tagli dei costi nel prossimo futuro che si rifletteranno inevitabilmente sul mercato del lavoro. Pertanto, dovrebbe incidere negativamente proprio su quella forza dei consumatori americani che haĀ sostenuto in maniera cosƬ importante il ciclo, con la conseguenza di mettere in pausa il circolo virtuoso (mercato lavoro forte/ alti consumi / alti utili) che ha messo le ali ai mercati azionari.

AVRƀ RAGIONE WARREN BUFFET

Nonostante inizi ad intravedersi qualche segnale, ogni bad news viene interpretata positivamente perchĆ© subito si pensa ad un avvicinamento dei tagli della Federal Reserve. Di recente Warren Buffet ha portato al record storico la liquiditĆ  della sua holding, proprio nel momento in cui quella media dei gestori americani si trova invece al suo livello minimo. Questo fatto, di solito, si verifica storicamente prima delle correzioni. Se ci troviamo alla vigilia di una fase discendente in tutta onestĆ  non ne ho idea, tanto che continuo ad avere un atteggiamento agnostico nei confronti dei listini azionari, limitandomi ad osservarne la forza senza dimenticare di avvalermi di eventuali protezioni che non siano troppo costose. Noto però che quando i tassi del decennale americano superano il 4,6% anche l’indice S&P 500 comincia a innervosirsi e questo mi conferma che il vero rischio rimane l’inflazione. E poichĆ© parliamo di inflazione, non possiamo non guardare alle materie prime che sono volate in parecchi settoriĀ  e potrebbero essere il terzo incomodo a spezzare la de correlazione tra equity e bond. Vedremo se anche questa volta avrĆ  avuto ragione Warren Buffet.

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