EUROPA – Il panorama migratorio europeo sta attraversando una fase di profondo mutamento, caratterizzata da una netta flessione dei numeri. Secondo le recenti analisi fornite da Eurostat, nel mese di ottobre le domande d’asilo presentate per la prima volta da cittadini extracomunitari nell’Unione Europea sono state 62.010, evidenziando un calo del 28% rispetto allo stesso periodo del 2024. Nonostante un fisiologico e lieve incremento del 6% rispetto a settembre 2025, il trend generale conferma che la pressione ai confini si sta allentando. L’analisi dei grafici relativi agli ultimi cinque anni suggerisce che il fenomeno non può più essere classificato come emergenziale; le ondate migratorie, pur concentrandosi ancora nei mesi caldi, mostrano picchi decisamente meno critici rispetto alle annate più complesse come il 2023 o il 2024.
I dati Eurostat confermano il trend in discesa: il fenomeno non è più un’emergenza
L’Italia si conferma tra le destinazioni principali insieme a Spagna, Francia e Germania, accogliendo da sola 12.650 richieste nel mese di ottobre, un dato comunque inferiore alle 13.000 registrate l’anno precedente. Complessivamente, questi quattro Paesi gestiscono il 74% delle istanze totali presentate in UE. Per quanto riguarda le nazionalità, la comunità venezuelana guida la classifica con oltre ottomila richiedenti, seguita da cittadini afghani, bengalesi e siriani. Particolare attenzione viene rivolta ai 1.710 minori non accompagnati, con la Somalia come principale Paese d’origine; in questo specifico segmento, i Paesi Bassi detengono il primato per numero di istanze ricevute. Questi dati delineano un’Europa che, pur restando un porto sicuro, vede stabilizzarsi i propri ingressi su volumi più gestibili.












