STILE – I glaciologi del progetto ICE dell’Università di Losanna hanno sviluppato IGM (Instructed Glacier Model), una simulazione ad alta precisione basata su reti neurali convoluzionali. Grazie alla potenza delle schede grafiche moderne, il nuovo modello analizza la dinamica del ghiaccio in Svizzera con una risoluzione spaziale passata da due chilometri ad appena 200 metri. Questo salto tecnologico permette di mappare la complessa morfologia alpina e di ricostruire con accuratezza scientifica gli imponenti flussi glaciali delle ere passate.
Dal trasporto dei sedimenti alla spiegazione dei massi erratici
Oltre all’estensione del manto glaciale, il modello monitora il movimento di milioni di particelle, tracciando la traiettoria di rocce e detriti lungo il territorio elvetico. Come confermato dai dati diffusi da HOI, permette di spiegare fenomeni geologici storici come la distribuzione dei celebri massi erratici, fornendo una conferma visiva e matematica alle intuizioni formulate nell’Ottocento dal naturalista Louis Agassiz.
Il contesto ideale per analizzare il cambiamento climatico
L’importanza della ricerca va ben oltre la ricostruzione storica. Collocare le dinamiche attuali nell’arco dei millenni evidenzia come il più recente cambiamento climatico stia procedendo a una velocità mai registrata prima. Mettendo a confronto le glaciazioni con le tendenze termiche odierne, gli scienziati dell’UNIL avvertono che, senza un’inversione di rotta, la maggior parte della massa glaciale alpina rischia di scomparire entro la fine del secolo.
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