EUROPA – Il Critical Raw Materials Act (CRMA) segna un cambio di paradigma per l’Unione Europea, trasformando la transizione ecologica da sfida ambientale a priorità di sicurezza nazionale. In un contesto di “interdipendenza armata”, l’UE mira a ridurre la vulnerabilità verso fornitori unici, fissando obiettivi ambiziosi entro il 2030: estrarre il 10% e raffinare il 40% del fabbisogno interno di materie prime critiche come litio e terre rare. Questa strategia non solo protegge le filiere industriali dalle turbolenze geopolitiche, ma garantisce che la decarbonizzazione non si traduca in una nuova forma di dipendenza tecnologica ed economica da attori esterni dominanti.
Europa: sicurezza energetica e autonomia strategica tra geopolitica e sostenibilità
Per bilanciare autonomia e cooperazione, il CRMA integra il potere normativo europeo con la creazione di partenariati strategici globali, promuovendo standard ESG elevati anche nel Global South. Attraverso strumenti come il Global Gateway, l’Europa punta a diversificare gli approvvigionamenti, evitando che nessun Paese terzo superi il 65% della fornitura di una singola risorsa. La sfida del prossimo decennio sarà coniugare la velocità della transizione verde con la resilienza delle catene del valore, rendendo il riciclo (fissato al 15%) e l’innovazione estrattiva i pilastri di una sovranità energetica sostenibile e competitiva.














