Nato islamica? L’ingresso di Ankara riapre il dossier: Turchia nel patto Pakistan–Arabia Saudita

LUGANO - La richiesta della Turchia di entrare nell’alleanza militare tra Pakistan e Arabia Saudita ha riacceso i radar geopolitici: è la nascita della...
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giovedì 22 Gennaio 2026
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Polonia supera la BCE nelle riserve d’oro: NBP a 509,3 tonnellate

LUGANO - La Narodowy Bank Polski mette a segno un sorpasso simbolico ma significativo: le sue riserve auree raggiungono 509,3 tonnellate, superando le 506,5...

Trump punta alla Groenlandia, ma a Davos lo attende freddezza diplomatica

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Diego Garcia, Londra conferma il passaggio di sovranità. Trump attacca: «Atto di grande stupidità»

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Il fattore valutario: dollaro debole e implicazioni per l’investitore europeo

MALTA Il fattore valutario: dollaro debole e implicazioni per l’investitore europeo. A cura di Gamma Capital Markets. A rendere ulteriormente complesso il quadro per gli investitori europei ha contribuito la marcata svalutazione del dollaro statunitense. Il cambio euro/dollaro ha registrato un apprezzamento di circa il 15% e, allo stato attuale, non emergono elementi sufficienti a indicare un’inversione strutturale di questo trend. La BCE appare infatti prossima alla conclusione del proprio ciclo di riduzione dei tassi, mentre la FED mantiene ancora margini di manovra in senso accomodante.

Il fattore valutario: dollaro debole e implicazioni per l’investitore europeo

Questa asimmetria di politica monetaria continua a esercitare pressione sul dollaro, incidendo in modo diretto sulla performance, in valuta locale, degli investimenti denominati in dollari per un investitore europeo. In un contesto di questo tipo, il rischio valutario torna a essere una componente rilevante del profilo di rendimento complessivo, e non un fattore residuale. Nonostante il quadro sfidante, le nostre gestioni hanno mostrato una buona capacità di tenuta, confermando l’efficacia di un approccio basato sulla selezione degli asset, sulla diversificazione delle fonti di rendimento e sulla gestione attiva dell’esposizione valutaria, piuttosto che sulla semplice esposizione direzionale ai mercati azionari sottostanti.

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