MERCATI – Il rame sta vivendo una metamorfosi strutturale, passando da semplice indicatore del ciclo economico (il celebre “Doctor Copper”) ad asset strategico indispensabile per la sovranitĆ tecnologica. La spinta senza precedenti impressa dall’espansione dei data center e dall’integrazione dell’intelligenza artificiale ha generato un fabbisogno energetico che mette sotto pressione le infrastrutture globali. PoichĆ© l’elettrificazione e la decarbonizzazione richiedono volumi massicci di metallo rosso per il cablaggio e l’efficientamento delle reti, il rame non ĆØ più solo una copertura contro l’inflazione, ma un moltiplicatore di valore legato alla transizione energetica. Investire oggi nelle aziende estrattive, magari attraverso strumenti mirati come l’ETF iShares Copper Miners, significa posizionarsi su un mercato caratterizzato da una domanda meno ciclica e molto più resiliente rispetto al passato.
La nuova era del Rame
Il futuro del mercato ĆØ delineato da una scarsitĆ strutturale che difficilmente potrĆ essere colmata nel breve periodo. Con un deficit previsto di oltre 3,6 milioni di tonnellate entro il 2035 e l’introduzione di dazi protezionistici che limitano l’offerta globale, il valore del rame raffinato ĆØ destinato a una crescita sostenuta. Mentre il riciclo copre attualmente solo il 20% del fabbisogno, la filiera mineraria deve affrontare sfide estrattive complesse, rendendo le societĆ del settore dei player dominanti nelle dinamiche geopolitiche. Inserire il rame nel proprio mix di investimento offre quindi un doppio vantaggio: una correlazione positiva con i prezzi reali e un’esposizione diretta ai driver di lungo periodo, come il One Big Beautiful Bill Act americano e l’EU Critical Raw Materials Act, che blindano il ruolo del metallo rosso come colonna vertebrale della nuova economia digitale e sostenibile.













