BERNA – Nonostante un contesto macroeconomico complesso, la Posta Svizzera chiude i primi nove mesi del 2025 confermando una soliditĆ strutturale trainata dalla logistica e dai servizi finanziari. Il settore dei pacchi registra un incremento del 3,5%, segnando una ripresa vigorosa dopo un triennio di stasi, mentre il trasporto pubblico tramite AutoPostale vede un aumento dei passeggeri del 3,2%. Il dato più sorprendente arriva però dal fronte dell’innovazione: le lettere digitali sono cresciute del 50%, a dimostrazione di una clientela sempre più orientata verso soluzioni ibride. Anche PostFinance si conferma pilastro del Gruppo, con un EBIT di 224 milioni di franchi e un aumento del patrimonio medio della clientela (+4,7%), segnali inequivocabili di una fiducia incrollabile da parte degli utenti nonostante le fluttuazioni dei tassi d’interesse.
Efficienza e riforme: la sfida per un servizio universale senza oneri fiscali
Se da un lato l’utile del Gruppo sale a 193 milioni di franchi (grazie anche a operazioni strategiche come la vendita di Yuh SA), dall’altro il calo strutturale della posta cartacea (-4,3%) e dei pagamenti allo sportello continua a pesare sul risultato d’esercizio complessivo. Il responsabile delle finanze, Alex Glanzmann, avverte: la crescita dei pacchi da sola non basta a coprire i costi crescenti del personale e della previdenza. Per mantenere il titolo di “migliore posta del mondo” (riconosciuto dall’UPU per la nona volta), l’azienda punta su una modernizzazione costante, come dimostra l’apertura del nuovo polo logistico di Villmergen. Tuttavia, per garantire un servizio universale sostenibile e autofinanziato, la Posta ribadisce l’urgenza di condizioni quadro normative aggiornate, capaci di riflettere l’era digitale ed evitare che il costo del servizio pubblico ricada, in futuro, sulle tasche dei contribuenti.












