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La Svizzera all’esame del Comitato dell’ONU contro la tortura

BERNA – La Svizzera all’esame del Comitato dell’ONU contro la tortura.

LA SVIZZERA CON L’ONU CONTRO LA TORTURA

L’ottavo rapporto periodico della Svizzera, pubblicato a maggio 2019, fornisce una panoramica dell’attuazione, a livello federale e cantonale, della Convenzione dell’ONU contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti (Convenzione contro la tortura). Nell’ambito dell’esame, la delegazione svizzera, composta da rappresentati di diversi uffici dei Dipartimenti federali di giustizia e polizia, dell’interno e degli affari esteri nonché da rappresentanti dei Cantoni, ha presentato il rapporto e lo ha informato sugli sviluppi successivi alla pubblicazione. Una pietra miliare nell’attuazione in Svizzera della Convenzione contro la tortura è stata la creazione, a maggio del 2023, di un organo indipendente ossia dell’Istituzione nazionale per i diritti umani.

UNA CONVENZIONE

È stata così attuata una raccomandazione espressa in occasione dell’esame del settimo rapporto svizzero. La delegazione svizzera ha inoltre illustrato al Comitato gli sviluppi registrati nei settori della carcerazione, della polizia e dell’asilo; infine ha risposto alle domande degli esperti dell’ONU in merito al rapporto. Sulla base delle informazioni ricevute, verranno formulate delle osservazioni finali e le sue raccomandazioni e le trasmetterà alla Svizzera entro il 28 luglio 2023. La Convenzione contro la tortura impone agli Stati Parte di prevenire e reprimere qualsiasi atto di tortura. Ogni quattro anni, questi Stati sono tenuti a presentare un rapporto sui provvedimenti adottati internamente per rispettare la Convenzione. La Svizzera ha aderito alla Convenzione il 2 febbraio 1986 e da allora ha presentato otto rapporti.

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