FOCUS – Il 30 aprile 1959 segnò una svolta protezionistica per l’economia globale con l’introduzione del MOIQP, il programma voluto da Dwight Eisenhower per limitare le importazioni di oil e greggio al 9% del fabbisogno statunitense. Questa strategia non era solo una misura commerciale, ma una risposta diretta alle pressioni delle lobby petrolifere interne, desiderose di tutelare i propri margini dalla concorrenza estera. Al centro del progetto vi era la necessità di garantire la sicurezza nazionale: il petrolio mediorientale, seppur economico, proveniva da aree instabili che mettevano a rischio l’approvvigionamento energetico di una superpotenza in piena espansione.
Oil: l’impatto Geopolitico tra Guerra Fredda e Nascita dell’OPEC
L’applicazione del MOIQP favorì strategicamente alleati come il Canada e il Messico grazie alla clausola del trasporto via terra, che esentava il loro petrolio dai tetti massimi. Tuttavia, questa politica ebbe pesanti ripercussioni sul Venezuela e sui produttori del Medio Oriente, che videro ridursi drasticamente l’accesso al mercato americano. Proprio questa discriminazione economica e l’ingerenza delle compagnie straniere spinsero i paesi esportatori a coalizzarsi. La tensione generata dalle quote americane fu il catalizzatore decisivo che portò, nel settembre 1960, alla storica riunione di Baghdad e alla successiva fondazione dell’OPEC per la difesa dei prezzi.

















