Donald Trump alza i dazi globali dal 10% al 15%

LUGANO - Donald Trump alza i dazi globali dal 10% al 15% con effetto dalla mezzanotte del 24 febbraio.

Phil Spencer va in pensione dopo 38 anni: Asha Sharma nuova guida di Microsoft Gaming

LUGANO - Microsoft ha annunciato che Phil Spencer, storico capo della divisione Gaming, andrà in pensione dopo 38 anni di servizio. A prendere il...
8 C
Lugano
domenica 22 Febbraio 2026
APP

Donald Trump alza i dazi globali dal 10% al 15%

LUGANO - Donald Trump alza i dazi globali dal 10% al 15% con effetto dalla mezzanotte del 24 febbraio.

Phil Spencer va in pensione dopo 38 anni: Asha Sharma nuova guida di Microsoft Gaming

LUGANO - Microsoft ha annunciato che Phil Spencer, storico capo della divisione Gaming, andrà in pensione dopo 38 anni di servizio. A prendere il...

Trump firma l’ordine esecutivo per tariffe globali del 10% dopo lo stop della Corte Suprema

LUGANO - Trump ha firmato dallo Studio Ovale un ordine esecutivo che introduce una tariffa globale del 10% su tutti i Paesi, in risposta...

La Corte Suprema boccia i dazi di Trump: cosa significa ora per l’economia USA

LUGANO - La Corte Suprema degli Stati Uniti d'America ha dichiarato illegittimi i dazi imposti dal presidente Donald Trump, stabilendo che l’International Emergency Economic...

Argentina, la Camera approva la riforma del lavoro: 135 sì e 115 no

BUENOS AIRES, ARGENTINA - La Camera dei deputati argentina ha approvato con 135 voti favorevoli e 115 contrari il progetto di riforma del lavoro...

Cristiano Ronaldo investe 7,5 milioni in Herbalife: il titolo vola

LUGANO - Herbalife ha annunciato che Cristiano Ronaldo ha investito 7,5 milioni di dollari acquisendo una quota del 10% in HBL Pro2col Software, la...

Le tensioni tra USA e Danimarca accendono lo scontro geopolitico per la Groenlandia

MONDO – Il destino della Groenlandia è diventato il nuovo epicentro di una crisi geopolitica che minaccia di travolgere le fondamenta dell’Alleanza Atlantica. Al centro della contesa vi sono le mire strategiche del “tycoon” americano e la ferma opposizione della Danimarca, incapace secondo alcuni di difendere l’isola dei ghiacci perenni, ma decisa a rivendicarne la sovranità. La premier danese Mette Frederiksen ha rotto il silenzio con dichiarazioni senza precedenti, avvertendo che il mancato rispetto dei confini nazionali da parte degli alleati non sarà tollerato. Il timore è che un’eventuale azione unilaterale o una pressione militare degli Stati Uniti su un partner della NATO possa trasformare l’organizzazione in un “romantico ricordo”, sancendo la fine della sicurezza garantita sin dal secondo dopoguerra. Questo scenario rappresenta il “cigno nero” che le cancellerie europee temono: uno spartiacque capace di innescare un nuovo e caotico disordine globale.

Il destino della Groenlandia

L’escalation diplomatica ha costretto i leader europei a uscire dall’ambiguità, schierandosi apertamente a difesa dell’integrità territoriale danese. Persino chi in passato ha mostrato incertezze su altri scenari internazionali, come il primo ministro britannico Keir Starmer, ha espresso pieno sostegno alla Frederiksen. La questione groenlandese non è solo una disputa territoriale, ma un test di sopravvivenza per l’Europa e per la coesione occidentale. Se Washington dovesse passare dalle minacce ai fatti, ignorando i vincoli del trattato difensivo, la crisi di fiducia diventerebbe insanabile. Mentre il mondo osserva con fiato sospeso i ghiacci dell’Artico, l’Europa trema davanti alla prospettiva di dover ridisegnare la propria strategia di difesa in un mondo dove le vecchie alleanze sembrano non valere più. La partita per la Groenlandia è dunque molto più di una questione geografica: è il banco di prova finale per la stabilità internazionale.

FacebookTwitterWhatsAppTelegramLinkedInEmail

Ultimi articoli