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L’esercito svizzero prova le tecnologie di ricognizione nei sistemi radar basati su droni

L’USO DEI DRONI NELL’ESERCITO

BERNA – L’Ufficio federale dell’armamento Armasuisse ha condotto test tecnologici sulla ricognizione tramite droni nel quadro di una campagna di ricerca NATO. L’obiettivo era sperimentare i limiti prestazionali di diversi sistemi radar basati su droni in diversi campi di frequenza e su differenti droni, valutandone l’efficacia. A metà agosto il settore di competenza Scienza e tecnologia Armasuisse ha condotto a Walenstadt una campagna di ricerca assieme a ricercatori provenienti da Paesi NATO come Francia, Germania e Italia. I ricercatori hanno analizzato i cosiddetti dispositivi di imaging SAR su diversi droni. L’acronimo SAR (Synthetic Aperture Radar, ossia radar ad apertura sintetica) identifica una tecnologia che consente di ottenere un modello digitale di superficie ad alta risoluzione tramite le onde radar. Contrariamente a videocamere e camere a infrarossi, i dispositivi SAR consentono l’acquisizione di immagini ad alta definizione anche in presenza di fumo, vapori e nebbia artificiale, così come al buio, caratteristica che li rende particolarmente interessanti per scopi di ricognizione. I limiti prestazionali di questa promettente ma complessa tecnologia di ricognizione sono stati indagati dai ricercatori in diversi scenari militari presso la piazza d’armi dell’Esercito svizzero a Walenstadt.

I TEST

I test hanno riguardato il rilevamento di veicoli e oggetti statici e mobili in ambiente rurale e urbano, prendendo in esame, tra gli altri aspetti, la possibilità di rilevare veicoli mimetizzati tra la vegetazione e mine sepolte nel terreno. L’interesse si è concentrato anche sull’acquisizione di immagini attraverso il fumo, nonché sulla distinzione tra sagome e oggetti autentici. I ricercatori hanno approfondito inoltre la valutazione dei danni subiti da edifici e trincee. I dati di misurazione saranno valutati nelle prossime settimane e consentiranno una valutazione dei nuovi metodi e delle nuove tecnologie. L’obiettivo è poter impiegare in futuro sistemi di ricognizione idonei in condizioni di impiego difficili, aumentandone notevolmente la capacità di riconoscimento degli obiettivi.

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