Polonia supera la BCE nelle riserve d’oro: NBP a 509,3 tonnellate

LUGANO - La Narodowy Bank Polski mette a segno un sorpasso simbolico ma significativo: le sue riserve auree raggiungono 509,3 tonnellate, superando le 506,5...
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giovedì 22 Gennaio 2026
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Trump punta alla Groenlandia, ma a Davos lo attende freddezza diplomatica

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L’Europa autorizza la messa in commercio del primo farmaco anti-Alzheimer

EUROPA – L’Unione europea ha segnato un punto di svolta nella lotta contro l’Alzheimer, autorizzando la commercializzazione del Leqembi, il primo farmaco specificatamente mirato alle fasi iniziali della malattia. Questa decisione rappresenta una nuova speranza per milioni di persone affette da questa patologia neurodegenerativa, che colpisce principalmente la popolazione anziana. L’Alzheimer, una malattia che attacca il sistema nervoso centrale, causa una progressiva degenerazione del tessuto cerebrale, portando alla perdita di cellule cerebrali e, di conseguenza, a un declino delle funzioni cognitive e mentali. Si stima che circa il 5% della popolazione mondiale sopra i 65 anni e il 20% degli ultraottantacinquenni ne siano affetti, con casi di esordio precoce che si verificano anche intorno ai 50 anni.

7,8 milioni di persone affette da demenza

L’invecchiamento della popolazione europea pone l’Unione europea di fronte a una sfida sanitaria senza precedenti. Secondo Alzheimer Europe, un’organizzazione non governativa dedicata alla sensibilizzazione sulla demenza, si stima che oltre 7,8 milioni di persone nell’UE e 9,7 milioni in Europa (compresi i paesi non UE) vivano con questa condizione. Le statistiche della Commissione europea ed Eurostat indicano che l’Alzheimer e la demenza sono responsabili di oltre 200.000 decessi all’anno, con un picco di 265.386 nel 2022. Questi numeri evidenziano l’impatto devastante della malattia, paragonabile alla perdita di un’intera nazione. Il Leqembi, il farmaco autorizzato dall’UE, è destinato a pazienti che non possiedono o hanno una sola copia del gene ApoE4, una variante genetica che aumenta il rischio di sviluppare l’Alzheimer. Questo farmaco rappresenta un passo avanti significativo nella ricerca di trattamenti efficaci per questa malattia, offrendo una nuova prospettiva per i pazienti e le loro famiglie.

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