MALTA – Market Depth: un mercato meno ampio di quanto sembri. A cura di Gamma Capital Markets. Uno dei temi più rilevanti emersi negli ultimi mesi riguarda la market depth, ovvero l’ampiezza reale della partecipazione al rialzo dei mercati azionari. A fronte di una performance complessivamente solida, la leadership del movimento risulta fortemente concentrata. Dal 2023, l’S&P 500 ha registrato un apprezzamento di circa 80%, contro poco più del 35% della versione equal-weight dell’indice. Le Magnificent 7 rappresentano oggi oltre un terzo della capitalizzazione complessiva, evidenziando come una quota significativa dei rendimenti sia stata generata da un numero molto ristretto di titoli. Questa configurazione solleva interrogativi sulla sostenibilità del rally nel medio termine. Non riteniamo scontato che i titoli finora dominanti continuino a svolgere lo stesso ruolo anche nei prossimi anni.
Market Depth: un mercato meno ampio di quanto sembri
Al contrario, il 2026 potrebbe essere caratterizzato da una maggiore ampiezza di mercato e da una rotazione settoriale verso segmenti rimasti indietro, con valutazioni più contenute e profili maggiormente orientati al value. L’attenzione degli investitori tenderà a spostarsi dalle narrative ai fondamentali economico-finanziari: solidità dei bilanci, generazione di cassa e sostenibilità degli utili. Questo cambiamento di regime riduce l’efficacia degli approcci puramente passivi e rende la selezione dei titoli un fattore sempre più centrale.
Focus Tematico: “Infrastrutture come asset strategico”
A fronte di un contesto caratterizzato da instabilità macro economica, ritengo che il settore delle infrastrutture possa rappresentare una componente strategica di portafoglio nel 2026. Non più solo “mattoni” ma una realtà in evoluzione, sostenuta da trend strutturali di lungo periodo: transizione energetica, modernizzazione delle reti logistiche e digitali, accelerazione della spesa pubblica. Driver che garantiscono flussi di cassa stabili e contribuiscono alla diversificazione di portafoglio, grazie ad una minore sensibilità alle fasi del ciclo macro-economico. La diffusione dell’intelligenza artificiale non solo sta alimentando nuove applicazioni software, ma sta riconfigurando totalmente le esigenze infrastrutturali del sistema economico. In particolare il fabbisogno energetico, la densità di calcolo e la domanda di continuità operativa stanno creando un contesto in cui la capacità installata (hardware, elettrificazione, raffreddamento) diventa un vantaggio competitivo a monte della catena del valore. In un mondo dominato dal digitale, cresce il valore di ciò che è fisico. L’infrastruttura non è più lo sfondo, ma sta diventando la nuova leva su cui costruire la competitività (a cura di Fabiana Maria Fraticelli, Analyst).














