GINEVRA – Il calendario economico della settimana a cura di Fabrizio Quirighetti di DECALIA. Oltre al calendario economico e ai risultati finanziari pubblicati questa settimana, dovrei forse aggiungere anche l’agenda personale di Trump. Purtroppo, non me l’ha ancora fornita e non sono nemmeno sicuro che la segua alla lettera. In ogni caso, politica e geopolitica rimarranno in primo piano nei prossimi giorni, soprattutto perché l’attenzione sarà concentrata al meeting annuale del WEF a Davos nel corso della settimana, dove il presidente degli Stati Uniti Trump terrà un discorso speciale mercoledì. Gli organizzatori hanno un grande senso dell’umorismo, dato che il tema di quest’anno è “Lo spirito del dialogo“. Per rimanere in tema, ma senza ironia questa volta, si noti che i mercati statunitensi sono rimasti chiusi lunedì per il Martin Luther King Day. La Groenlandia sarà al centro dell’attenzione, dato che il presidente Trump durante il fine settimana ha minacciato otto paesi europei (che sostengono e appoggiano la Danimarca) di applicare un dazio ulteriore del 10% il 1° febbraio (che aumenterà al 25% a giugno) a meno che e finché “non verrà raggiunto un accordo per l’acquisto completo e totale della Groenlandia”.
Mercati: il calendario economico della settimana
Per quanto riguarda i dati economici, i punti salienti includeranno gli indicatori dell’inflazione negli Stati Uniti (deflatore PCE di novembre), nel Regno Unito (indice dei prezzi al consumo di dicembre), in Giappone e in Canada; nonché gli indicatori di attività con un controllo sullo stato di salute globale provenienti dagli indici PMI flash di gennaio delle principali economie, le letture definitive del PIL degli Stati Uniti del terzo trimestre (giovedì) e del PIL cinese del quarto trimestre. Senza troppe sorprese, il risultato dell’intero anno (5,0% nel 2025) è stato perfettamente in linea con l’obiettivo governativo di “circa il 5,0%“, ma potremmo sospettare che questi dati “ufficiali” sovrastimino in qualche modo la realtà. Nello specifico, grazie ai dati sull’attività di dicembre pubblicati contemporaneamente, le esportazioni resilienti restano il principale punto di forza a sostegno della crescita della produzione, mentre le vendite al dettaglio sono “cresciute” solo dello +0,9% lo scorso anno, gli investimenti in capitale fisso sono diminuiti del -3,8% e l’attività edilizia rimane disperatamente debole (gli investimenti immobiliari e le vendite di immobili residenziali sono diminuiti rispettivamente del -17,2% e del -13,0% lo scorso anno). In termini di politica monetaria, l’evento principale sarà la decisione della BoJ di venerdì (non sono previste modifiche), che sarà attentamente esaminata nell’attuale contesto dei nuovi massimi pluridecennali del rendimento dei titoli di Stato giapponesi a 10 anni (attualmente al 2,25%), sulla scia dei timori fiscali e della febbre elettorale. Per concludere con gli utili societari, i punti salienti della prossima settimana includono Netflix, J&J, P&G, GE e Intel.














