GINEVRA – Mercati: non è finita, finché non è finita… A cura di Fabrizio Quirighetti di DECALIA. Non è finita finché non è finita… Manca solo una settimana alle tanto attese festività di fine anno, ma non c’è ancora tempo per riposarsi, perché questa settimana sono pubblicati diversi importanti dati economici, oltre alle riunioni delle principali banche centrali, tra cui la BCE, la BoE e la BoJ. Per quanto concerne i dati economici, l’attenzione è rivolta ai dati relativi all’occupazione e all’inflazione negli Stati Uniti, entrambi soggetti a problemi di qualità dei dati/report tecnici (sottolineati anche dal presidente della Fed Powell mercoledì scorso durante la conferenza stampa della Federal Reserve). Il rapporto sull’occupazione negli Stati Uniti per novembre (e un comunicato incompleto per ottobre) è pubblicato questa settimana. Il consenso prevede un calo delle buste paga di -60.000 unità a ottobre per poi aumentare di +50.000 unità a novembre, con un tasso di disoccupazione a novembre pari al 4,5% e una crescita media dei salari dello +0,3% su base mensile (3,6% su base annua). Poi segue il rapporto sull’indice dei prezzi al consumo di novembre: le variazioni mensili non saranno pubblicate a causa della chiusura delle attività governative… quindi l’attenzione si concentra principalmente sui tassi di crescita su base annua, con il consenso che prevede tassi sia complessivi che core pressoché stabili intorno al 3%.
I dati economici della settimana
Altri dati economici degni di nota sono i dati flash del PMI globale di dicembre, le vendite al dettaglio statunitensi di ottobre, o l’inflazione dei prezzi al consumo in Canada (prevista in aumento al 2,3%), nel Regno Unito (giovedì, prevista in calo di poco inferiore al 3,5%) e in Giappone (ancora intorno al 3%). Finalmente lunedì abbiamo ricevuto gli indicatori di attività economica di novembre in Cina e l’indagine trimestrale Tankan della BoJ sulle imprese per dicembre. I dati cinesi indicano (ancora una volta) una debolezza generalizzata dell’attività interna, con investimenti fissi, produzione industriale e vendite al dettaglio tutti al di sotto delle aspettative e in calo/decelerazione rispetto ai dati del mese precedente. L’unico aspetto positivo rimane l’export. In Giappone, l’indagine Tankan è stata complessivamente migliore del previsto, soprattutto per quanto riguarda il sentiment delle piccole imprese manifatturiere. Le banche centrali sono un altro tema importante per gli investitori questa settimana, con le decisioni della BCE (che dovrebbe mantenere il tasso al 2%), della BoE (per la quale un taglio del tasso di -25 punti base al 3,75% è ampiamente previsto), della Riksbank (stabile all’1,75%) e della Norges Bank (in attesa al 4%) in Europa, seguite dalla Banca del Giappone (previsto un aumento del tasso di +25 punti base allo 0,75%).












