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Neve in Italia: la Valle di Susa mira al podio mondiale dello sci

MONTAGNA – L’arrivo dei primi fiocchi di neve in questo inizio di novembre 2025 ha acceso l’entusiasmo tra gli operatori della Valle di Susa e gli appassionati, segnando un promettente preludio all’imminente stagione sciistica 2025/2026. A poco più di un mese dalla prevista apertura di impianti e piste, e a pochi giorni dalla conferenza congiunta tra Vialattea e Bardonecchia, l’Unione Montana ribadisce con forza la volontà di essere protagonista e non semplice spettatrice nello sviluppo del territorio, puntando sulla sinergia tra i due grandi comprensori. Questa unione strategica posiziona l’area come il quinto comprensorio a livello mondiale, vantando ben 500 chilometri di piste. I numeri evidenziano l’importanza cruciale di questo sistema per il Piemonte: Vialattea e Bardonecchia attraggono il 62% dei flussi turistici italiani e il 73% dei flussi esteri per il settore neve, potendo contare su oltre 12.000 posti letto alberghieri, 22.000 immobili in seconde case, 600 imprese e 5.500 posti di lavoro diretti.

Ambizione sci

Nonostante l’Italia si collochi con 30 milioni di sciatori, di cui il Piemonte rappresenta il 10%, il territorio si sente penalizzato dalla concorrenza delle Regioni a statuto autonomo. La Valle di Susa riconosce che i suoi punti di forza innegabili risiedono nella logistica e nell’alta quota, ma per competere alla pari con le altre realtà alpine e fare gli investimenti necessari per lo sviluppo, è fondamentale ottenere un aiuto certo e programmato sia dalla Regione Piemonte che dallo Stato, richiedendo esplicitamente l’adozione di regole ad hoc. Tra le priorità infrastrutturali urgenti vi è la necessità di realizzare bacini e sistemi di captazione acque per l’innevamento programmato. Una problematica particolarmente sentita è il prelievo ritenuto “ingiusto” del Fondo di Solidarietà Comunale: nel 2025, i Comuni dell’Alta Valle Susa versano allo Stato ben 10 milioni di euro, un impatto che penalizza irragionevolmente le risorse proprie dei soli Comuni turistici. In questo contesto di rilancio, un elemento di grande positività è il nuovo protocollo d’intesa di sviluppo turistico che vede l’unione di Via Lattea, Bardonecchia, Oulx e Susa, con la creazione di un’unica cabina di regia di coordinamento unificata nel Consorzio “Turin Alps”. L’Unione Montana ripone inoltre grandi aspettative nel progetto strategico “Mountains 4 future” per assicurare un futuro di crescita e sostenibilità.

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