SVIZZERA – Le ultime stime dell’Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) delineano uno scenario estremamente critico per le assicurazioni sociali in Svizzera. Senza interventi tempestivi, si prevede che il deficit annuo dell’AI salirà a circa 800 milioni di franchi entro il 2030, portando al totale esaurimento del fondo già nel 2031. Il peggioramento strutturale è guidato da una crescita esponenziale delle uscite, aggravata dal debito miliardario contratto verso l’AVS.
Invalidità: aumento delle nuove rendite e l’impatto psicologico
La causa principale di questa forte instabilità finanziaria risiede nell’impennata di nuove rendite erogate, che nel 2025 hanno raggiunto quota 25.200. Questo incremento colpisce in particolar modo le fasce d’età tra i 18–24 anni e i 60–64 anni, trainato soprattutto dall’aumento delle patologie legate alla salute mentale. Di fronte a questo scenario, il Dipartimento federale dell’interno ha deciso di accelerare i tempi istituzionali, anticipando la consultazione per la prossima riforma.
Finanziamento AVS e sfide future
La pressione non risparmia la previdenza per la vecchiaia, poichè il risultato di ripartizione dell’AVS diventerà negativo a partire dal 2026. Questo scompenso è causato dall’introduzione della 13a mensilità, una misura attesa ma il cui finanziamento pubblico non è ancora stato definitivamente strutturato dalle autorità di Berna. Il Consiglio federale dovrà definire rapidamente misure correttive per garantire la stabilità dell’intero sistema previdenziale svizzero.

















