SVIZZERA – Il recente rapporto della Rete di consulenza evidenzia una realtà preoccupante: nel 2025 sono stati censiti 1245 episodi di discriminazione razziale, segnando un aumento del 3% rispetto all’anno precedente. Sebbene i numeri mostrino una stabilizzazione dopo l’impennata del 2024, il carico di lavoro per i servizi di consulenza resta critico a causa di risorse umane e finanziarie insufficienti. I contesti più colpiti rimangono la formazione (22%) e il mondo del lavoro (17%), dove si registra l’incremento più marcato. Il razzismo verso le persone nere e la xenofobia restano i motivi prevalenti, ma preoccupa il forte balzo del razzismo antimusulmano, cresciuto di cinque punti percentuali.
Analisi dei settori e misure di contrasto necessarie al razzismo
L’analisi rivela che l’ambito scolastico è il principale teatro di episodi discriminatori, seguito dal settore professionale, dove spesso mancano tutele adeguate da parte dei datori di lavoro. Un dato allarmante riguarda le figure di autorità : insegnanti e dirigenti faticano a intervenire sistematicamente per proteggere le vittime. Oltre agli insulti (25% dei casi), emergono frequenti accuse infondate e discriminazioni strutturali che rendono il razzismo una realtà pervasiva. Per contrastare efficacemente il fenomeno, non basta la consulenza: è indispensabile implementare misure mirate in ogni ambito sociale, partendo dall’ascolto autentico delle esperienze vissute dalle persone colpite.

















