SANREMO, ITALIA – La classifica finale del Festival di Sanremo 2026, proclamata il 1° marzo al Teatro Ariston, consegna la vittoria a Sal Da Vinci con Per sempre sì. Una vittoria costruita su televoto, sala stampa, web e radio, che riporta sul gradino più alto del podio una canzone italiana nel senso più pieno del termine: melodia, testo riconoscibile, interpretazione solida. E, lasciatemelo dire, non è un dettaglio.
Podio ufficiale
- Sal Da Vinci “Per sempre sì” 22,2%
- Sayf “Tu mi piaci tanto” 21,9%
- Ditonellapiaga “Che fastidio” 20,9%
Classifica completa (Top 10)
Arisa “Magica favola” 18,9%
Fedez & Marco Masini “Male necessario” 16,5%
Nayt “Prima che”
Fulminacci “Stupida fortuna”
Ermal Meta “Stella stellina”
Serena Brancale “Qui con me”
Tommaso Paradiso “I romantici”
Chiudono la classifica, tra gli altri, Mara Sattei (29ª) ed Eddie Brock (30°).
Premi speciali
Premio della Critica ”Mia Martini”: Fulminacci
Premio della Sala Stampa ”Lucio Dalla”: Serena Brancale
Premio Sergio Bardotti (miglior testo): Fedez & Marco Masini
Premio Giancarlo Bigazzi (miglior composizione): Ditonellapiaga
Premio Tim: Serena Brancale
Sanremo 2026: tra conferme, ascolti solidi e perplessità.
La serata finale del Festival ha raccolto una media di oltre 11 milioni di spettatori e circa il 68,8 % di share su Rai 1. Numeri importanti, che dimostrano quanto Sanremo resti un appuntamento centrale nella tv italiana, anche se in calo rispetto alle edizioni recenti. Eppure, qualche riflessione resta. Sanremo 2026 è stato impeccabile sul piano produttivo ma, diciamolo, non sempre emozionante.
Sal Da Vinci: la conferma che la canzone italiana è viva
La vittoria di Sal Da Vinci è una notizia che va oltre il nome. È la conferma che, nonostante tutto, la canzone italiana tradizionale, quella costruita, pensata, cantata, viene ancora premiata. In un Festival spesso dominato da trend, contaminazioni forzate e brani costruiti per la clip da 15 secondi, ha vinto una canzone. Con la “C” maiuscola. E questo, personalmente, lo considero un bel segnale. Sanremo 2026 è stato spaccato a metà tra due visioni di musica. Ha vinto la canzone italiana classica. Ma il linguaggio nuovo è fortissimo. E forse è proprio questo equilibrio instabile che racconta meglio di qualsiasi editoriale lo stato attuale del Festival.
Il secondo posto di Sayf e i dubbi sui grandi esclusi
Confesso: faccio più fatica a comprendere il secondo posto di Sayf. Non per mancanza di talento, ma per quella distanza generazionale che ogni tanto si fa sentire. Evidentemente intercetta un pubblico preciso, forte, fidelizzato. E oggi il televoto pesa. Stesso discorso per il terzo posto di Ditonellapiaga: artista indiscutibilmente brava, originale, capace. Ma preferita ai grandi interpreti della tradizione italiana? Questo è un passaggio che, da spettatore che guarda Sanremo da oltre quarant’anni, continuo a faticare a decodificare. E poi gli ultimi posti di nomi importanti della nostra musica: cantanti che hanno scritto pagine vere della storia della canzone italiana e che si ritrovano nelle retrovie. Segno dei tempi? Probabilmente sì. Ma un pizzico di perplessità resta.
Un Festival corretto… ma decisamente noioso
Sul piano organizzativo nulla da dire: macchina rodata, tempi rispettati, conduzione impeccabile. Ma il Festival 2026 verrà ricordato per una parola sola: noia. Mancanza di ritmo, poche sorprese, pochissimi momenti davvero memorabili. Tutto corretto. Forse troppo. Sanremo dovrebbe emozionare, dividere, sorprendere. Quest’anno è sembrato più un esercizio di equilibrio.
La vera notizia: Stefano De Martino direttore artistico 2027
La notizia migliore della serata, paradossalmente, è arrivata fuori dalla gara: Stefano De Martino sarà il direttore artistico di Sanremo 2027. E questo sì che promette un cambio di passo. Serve energia, serve visione, serve ritmo. Serve qualcuno che abbia il coraggio di osare, senza però dimenticare la centralità della canzone. Dopo un’edizione piatta, l’aspettativa per il 2027 è già altissima.
Conclusione
Sanremo 2026 consegna un dato chiaro: la canzone italiana è ancora amata, quando è autentica. Il pubblico ha premiato Sal Da Vinci. E questo, al netto delle perplessità personali su alcune posizioni, è un segnale incoraggiante. Per il resto, appuntamento al 2027. Con più coraggio. E possibilmente meno sbadigli.













