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Medio Oriente: dove si trova lo Stretto di Hormuz e perché è cruciale

MONDO – Lo Stretto di Hormuz, noto storicamente come Bab as-Salam (Porta della Pace), rappresenta il punto di snodo più critico per l’economia globale. Geograficamente, si situa all’ingresso meridionale del Golfo Persico, separando la penisola dell’Oman dalle coste dell’Iran. Questa sottile striscia di mare, regolata da accordi del 1975 per evitare collisioni, vede transitare ogni giorno circa 15 milioni di barili di greggio, ovvero un quarto del traffico mondiale di petrolio, e oltre un quinto del gas naturale liquefatto (GNL). Per nazioni come il Qatar, l’Arabia Saudita e l’Iran stesso, questo passaggio è un’arteria vitale; un’interruzione del traffico marittimo non sarebbe solo un problema logistico, ma un evento sismico per i mercati internazionali.

L’importanza strategica della “Porta della Pace” tra rotte energetiche e tensioni globali

Le conseguenze di un’eventuale chiusura dello stretto sarebbero catastrofiche per l’intera stabilità mondiale. Secondo gli esperti, un blocco totale farebbe schizzare il prezzo del petrolio oltre i 200 dollari al barile, innescando un’inflazione fuori controllo. Anche la Cina, principale importatore di energia dall’area, ne uscirebbe pesantemente danneggiata. Nonostante l’Iran abbia minacciato la chiusura dello stretto in circa 20 occasioni dal 1979, molti analisti considerano tale mossa un “suicidio economico” per Teheran. Tuttavia, in un contesto di tensioni crescenti, Hormuz resta il termometro dei conflitti in Medio Oriente: una strozzatura geografica capace di trasformare una crisi regionale in un collasso economico globale.

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